Il dolore
Auto in Calata, per Bertucci stop alle 19,30
Proposta di mediazione dell’assessore tra chi vuole la chiusura alle 17 e chi, con 400 firme, alle 20,30
PORTOFERRAIO. Nel dibattito intenso sugli orari di stop del traffico estivo, in Calata Mazzini, ecco che Bertucci, assessore al traffico, punta allo stop alle 19,30.
In ballo c’è la possibile perdita di clienti che attraccano imbarcazioni, anche a tariffe importanti, ai moli granitici, disturbati da rumori antirelax causati dal rombo dei motori. E conciliare le esigenze di tutti è arduo, così che sale un certo fermento.
Qualcuno ha chiesto di chiudere il via vai in Calata alle 17, ma la maggioranza vuole mantenere l’accesso fino alle 20,30 e chi ha tale opinione ha firmato una petizione: sono 400 le firme, con la Farmacia centrale a far da punto di raccolta per commercianti e abitanti della zona.
Ma ecco che l’assessore Adalberto Bertucci ha preso in mano la situazione: ha incontrato Confesercenti e Confcommercio ed è nato un primo compromesso, quello di chiudere il traffico alle 19,30 in calata Mazzini, concedendo ai residenti di passare con i veicoli fino alle 20,30. Non solo, tutti i mezzi motorizzati accederanno al centro storico, passando dalla Porta a Terra, percorrendo via Guerrazzi, fino alle 21, alleggerendo così il traffico nella Calata a mare. L’idea dovrà essere però analizzata, insieme al sindaco e ai vigili urbani per capirne la fattibilità.
«Contiamo - dice Bertucci – di rendere operativa questa soluzione verso i primi del mese di luglio. Se questa ipotesi sarà ritenuta applicabile, con le verifiche normative del caso, faremo cartelli e avvisi. Poi, finita la stagione turistica, apriremo un tavolo di concertazione con i commercianti, l’Autorità portuale, la capitaneria di porto e tutti gli enti interessati. C’è da rispondere alle richieste che vengono dalle numerose imbarcazioni che attraccano nel porto. Segnalano disagi legati alla circolazione nella calata».
In pratica gli occupanti degli yacht si dicono disturbati dal fatto di avere, a pochi metri dalle loro cabine, passaggi di scoppiettanti scooter e di altri mezzi.
«Dobbiamo trovare soluzioni - conclude l’assessore - la quiete pubblica è importante e va garantita a tutti, altrimenti si potrebbero perdere frequentatori che attraccano alla nostra darsena».
Un rebus non semplice da risolvere, che molte città italiane hanno risolto con zone blu ampie. Ma la conformazione di Cosmopoli, posta su un angusto promontorio, senza circonvallazione, non aiuta.
Stefano Bramanti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
