Sicurezza
Pronti banchina e piazzale da otto ettari
A giorni la consegna alla società che gestirà le demolizioni, intanto è in manutenzione il cargo più grande mai visto a Piombino
PIOMBINO. Sono venuti a fare un sopralluogo al porto per conto del ministro Graziano Delrio, in vista dell’inaugurazione che dovrebbe avvenire a giorni. Si punta al primo luglio come data utile per il taglio del nastro del nuovo piazzale operativo da otto ettari con relativa banchina, l’area destinata a ospitare sia la General electric che il polo di rottamazione navale.
La delegazione ministeriale ieri è stata tutto il giorno con il commissario straordinario dell'Autorità portuale, Luciano Guerrieri, che aveva sollecitato questo incontro. Riunioni, visite sul campo, poi i dirigenti del ministero sono ripartiti per Roma.
Guerrieri al momento dice solo che «dopo i fondali a meno 20, ora anche la banchina è pronta, il piazzale pure, i tempi sono stati rispettati in pieno. Avevamo detto fine giugno ed eccoci qui. Adesso vediamo di cominciare a sfruttarla».
Le maxi vasche sono state colmate, coperte, asfaltate. La banchina è dunque pronta per la consegna della stessa alla Piombino industrie marittime srl, la società costituita ad hoc dalla livornese Fratelli Neri Spa e dalla genovese San Giorgio del porto Spa, due società che hanno già lavorato insieme durante le operazioni di svuotamento e smantellamento della Costa Concordia.
La Pim srl a metà aprile ha firmato un preliminare di contratto con l’Autorità portuale e la Marina Militare. La società, che ha annunciato di voler investire 13 milioni per realizzare a Piombino il polo di rottamazione (ma anche di ristrutturazione ed eventualmente di costruzione navi, con 200 persone da impiegare a regime), si era impegnata a presentare entro il primo luglio il progetto completo della piattaforma di ship recycling e a dotarsi delle autorizzazioni e dei nullaosta necessari per le proprie attività. Quel progetto pare che sia pronto, ma formalmente non è stato ancora presentato. «Questione di giorni» dice Guerrieri.
Una volta consegnata la banchina, serviranno poi cinque o sei mesi per installare impianti e capannoni. E quindi per partire nel 2017.
Intanto, in attesa di poter utilizzare quell’area, le portacontainer destinate alla manutenzione vengono ormeggiate altrove. Al molo Batteria, per esempio, dove da alcuni giorni c’è la London Express, la nave più grande mai entrata nel porto di Piombino con i suoi 294 metri di lunghezza e 32 e mezzo di larghezza.
La London Express è una portacontainer battente bandiera tedesca. Come altre portacontainer, è stata dislocata a Piombino dalla Jobson, che effettua riparazioni per il colosso tedesco Hapag e che punta a trovare spazio a Livorno. Lo abbiamo già scritto: l’associazione temporanea di imprese che gestisce le operazioni sia a Livorno che a Piombino è composta sia dalla Jobson che da aziende piombinesi come l’agenzia Freschi, la Bertocci, la Dueemme. L’obiettivo di questa Ati è ottenere la concessione del bacino di carenaggio livornese e lasciare le riparazioni a Piombino.
Così sono arrivate prima la “Milan Express”, poi la “Mississauga”, ora la “London Express”. Ogni volta, sono due-tre settimane di lavoro per qualche decina di persone, sia a bordo che in officina.
Nel caso della London Express, si calcola che la portacontainer possa lasciare sul territorio mezzo milione di euro solo per i costi portuali (ormeggiatori, piloti, rimorchiatori, agenzie marittime, acqua, rifiuti, carpenteria metallica, provviste ecc.); senza considerare quindi alberghi e ristoranti.
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