Il Tirreno

Distributore chiuso, niente gasolio in porto a Campo

di Luigi Cignoni
Distributore chiuso, niente gasolio in porto a Campo

Ancora disagi per la controversia tra il gestore e l’Eni Protestano pescatori e diving. Lambardi: soluzione vicina

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MARINA DI CAMPO. I panfili o le altre imbarcazioni da diporto in crociera per l’arcipelago toscano, trovandosi nella necessità di rifornirsi di gasolio, saltano la fermata e l’attracco in banchina a Marina di Campo. Vanno altrove ad approvvigionarsi di nafta. La causa? Semplice: il distributore di gasolio in banchina del porto è chiuso.

Storia vecchia, visto che lo è da tempo, costringendo le barche a far rotta, per esempio a Porto Azzurro, sempre sul versante meridionale dell’isola oppure a Portoferraio. E sale la protesta di chi, non comune diportista, ma semplice proprietario di un’imbarcazione, per di più residente, è costretto - per usufruire del proprio natante con cui spostarsi lungo costa dell’isola - a raggiungere i tradizionali distributori della zona con taniche di plastica, per riempire, a loro volta, i serbatoi delle barche. Non ci sono altri rimedi.

Sul piede di guerra anche i padroni e i proprietari di pescherecci componenti la flotta che staziona stabilmente a Marina di Campo. Aspettano da un’infinità di tempo che si risolva la controversia tra il gestore della pompa e la società Eni.

Non lo sono da meno i titolari di diving center che in varie occasioni hanno fatto sentire la propria voce. «Conosciamo molto bene il problema - dice il sindaco di Campo, Lorenzo Lambardi - e siamo solidali con tutti coloro che sono a disagio per il mancato servizio. Dai contatti che abbiamo avuto con i gestori delle pompe sul porto abbiamo avuto garanzie che il distributore tornerà a essere operativo con la prossima settimana. Così mi è stato assicurato, vediamo gli sviluppi della situazione».

Una storia infinita la vicenda che ha per protagonista l’ultimo gestore del distributore di gasolio e la compagnia di petrolio. Una lunga diatriba. Una trattativa costellata di carte bollate che ha avuto tempi lunghi per la sua definizione. Ci rimettono da tutto questo gli abituali frequentatori delle pompe del porto. Un’utenza alquanto composita, formata sì da diportisti occasionali, ma anche da operatori che accompagnano negli oltre quaranta punti d’immersione gli appassionati subacquei italiani e stranieri alla ricerca delle bellezze della costa meridionale dell’isola, sotto il livello del mare.

E poi ci sono loro, i pescatori che hanno le motobarche di stanza a Campo. Da qui giornalmente salpano in direzione delle altre isole dell’arcipelago per le battute di pesca. Dice Marco, portavoce delle istanze dei pescatori campesi: «Per noi è un problema. A seconda delle necessità e del posto in cui ci troviamo siamo costretti a rifornirci di gasolio a Santo Stefano, oppure a Portoferraio o a Porto Azzurro, tutti porti che sono a diverse miglia di distanza da noi, ma non abbiamo altre soluzioni che queste. E logicamente con altri costi e con altre perdite da tempo».

Prima di rientrare a Campo, a seconda se sono più vicini alla costa o all’isola, raggiungono uno dei porti di cui sopra a fare il pieno per essere pronti l’indomani a fare un’altra battuta. Fino a quando potrà durare un simile andazzo?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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