Lutto
Sul viale dei Giusti l’albero per i coniugi Della Lucia
La coppia capoliverese, durante la Shoah, salvò molte vite dalla persecuzione Alla cerimonia in Comune anche gli eredi delle famiglie Toaff e Luperini
CAPOLIVERI. C'è un albero in più, da ieri, nel viale dei Giusti. È stato piantato per ricordare Giulio Vittorio Della Lucia e Isabella Puccini Bigi, i due capoliveresi che durante la Shoah si adoperarono, senza trarne vantaggio personale, per salvare la vita di ebrei dalla deportazione. E nella sala consiliare, il ministro consigliere dell’ambasciata d’Israele a Roma, Rafael Erdreich, intervenuto alla cerimonia, dopo le parole di encomio per il nobile gesto compiuto dai coniugi Della Lucia nel salvare uomini e donne ebrei dalla morte certa, ha consegnato ai loro eredi la medaglia di “Giusti fra le nazioni”.
Alla cerimonia, oltre al sindaco Barbetti, le autorità civili e militari, i nipoti dei coniugi Della Lucia e gli eredi dei salvati, le famiglie Toaff e Luperini. Il saluto del sindaco ha riportato alla memoria gli antichi legame fra le famiglie di Capoliveri che furono protagoniste di quella dolorosa e intensa vicenda fatta di storia e umanità. Fra gli interventi quello del comandante della capitaneria Emilio Casale e di don Emanuele Cavallo che ha dato lettura del saluto inviato dal vescovo Ciattini. I fatti risalgono al momento storico che segue l’8 settembre del 1943 come hanno ricordato Aldo Luperini e Claudio Della Lucia. Un fase tragica della storia italiana ed internazionale. «Era il momento – ha commentato Erdreich – in cui si dava la caccia ai collaborazionisti degli ebrei». Le famiglie Toaff e Luperini erano costrette a lasciare Livorno per cercare rifugio e salvarsi e proprio in quel momento, quando per caso, la famiglia Luperini torna in contatto con l’amica d'infanzia Isabella Puccini Bigi, anche lei di Capoliveri.Quest’ultima si offrì di trovare una soluzione per portarli in salvo dalla furia nazista. Col marito Giulio Vittorio Della Lucia individuano le miniere di Val di Castello, a pochi passi da Pietrasanta, come luogo ideale dove nascondere le famiglie. Ci sono anche il rabbino di Livorno Alfredo Sabato Toaff e il figlio, Elio Toaff, che diventerà rabbino italiano e che in seguito sarà considerato la massima autorità spirituale e morale ebraica in Italia del secondo dopoguerra. «Gli ebrei salvati dai coniugi Della Lucia – ha raccontato ai presenti il ministro consigliere Erdreich, – sono stati nascosti per oltre un anno prima di poter tornare a vivere alla luce del sole. Chi salva una vita salva il mondo intero: non dobbiamo mai dimenticarlo».
Si racconta che molti italiani del posto sapessero che alcuni ebrei erano nascosti nella miniera. Ma tacquero e contribuirono a salvare vite. Si può oggi dire che grazie al nobile gesto di Giulio Vittorio Della Lucia e Isabella Puccini Bigi sono quarantotto i discendenti delle famiglie Toaff e Luperini che non sarebbero mai nati se i loro genitori non fossero stati salvati dalla Shoah.
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