Sicurezza
Cittadella, la ferita rimarginata
Muro finito, pavimentazione quasi pronta, la piazza torna in sicurezza dopo la frana del 2008
PIOMBINO. La notte tra il 28 e il 29 novembre del 2008 quando un pezzo di Cittadella viene giù insieme alla pioggia incessante che si è abbattuta sulla città. Sassi, terra e fango precipitano insieme al muretto in cima a piazza Manzoni e ai pezzi delle panchine nuove che il Comune aveva da poco installato. Tutto giù, sopra decine di piccole imbarcazioni, in piazzale d’alaggio dove, poche ore prima, una violenta mareggiata aveva abbattuto parte del muro che divide la piazza dall’acqua e questa era così arrivata a bagnare la falesia.
Quel che si ritrovano davanti i piombinesi in una mattina di autunno è una ferita per gli occhi e per il cuore: una frana impressionante lunga una cinquantina di metri; una macchia di fango ricoperta negli anni da una vegetazione spontanea. Lo stesso desolante panorama rimane fino allo scorso settembre quando iniziano i lavori per il ripristino e il consolidamento della costa di Cittadella, preceduti da anni di ipotesi e attese e conclusi di fatto in questi giorni.
La storia. Nell'immediato, subito dopo la frana, l’amministrazione comunale pensò a transennare, poi livellare, l’area interessata dal cedimento. L’idea di ripristinare la Cittadella ci fu subito, ma di tempo ne è dovuto passare. All’iniziale progetto elaborato da Canuti seguì nel 2012 lo sblocco da parte della Regione del fondo di 7 milioni relativo al “Progetto Piombino”, l’indagine geotecnica, idrologica e sismica della Gamma Geoservizi di Grosseto e il definitivo progetto firmato da Francesco Ardino, ingegnere della Eutecne di Perugia. Nel settembre 2015 finalmente il via all’intervento di ripristino eseguito dalla ditta Ambrogetti di Verghereto, la stessa responsabile dell’operazione di restauro della scalinata sotto i Frati.
Le cause. Già nei giorni immediatamente successivi alla frana, l’allora assessore ai lavori pubblici Carlo Barsi rese note le cause del fenomeno forte della relazione del geologo comunale, secondo la quale «i fenomeni franosi che si sono verificati sono dovuti a due cause: lo scalzamento della falesia a causa della mareggiata e la pioggia che ha saturato i terreni».
Tra le ipotesi avanzate in città tuttavia ci fu anche quella che mise in relazione la frana con i lavori di ristrutturazione per la realizzazione del parcheggio sotterraneo a servizio degli appartamenti ricavati all’ex ospedale. Ci fu pure un esposto presentato da un piombinese con documentazione anche fotografica che avrebbe provato segnali evidenti di dissesto precedenti alla frana. «Le cause furono quelle esposte inizialmente dal Comune che rivelarono la fragilità di tutta la falesia piombinese - afferma l’attuale assessore Claudio Capuano - L’ipotesi legata ai lavori per il parcheggio è caduta nel vuoto».
Risultato finale. L’intervento iniziato a settembre (in concomitanza con i lavori su lungomare Marconi, entrambi, insieme alla riqualificazione di piazza Bovio e ai ripristini sulla spiaggia dei Frati e viale del Popolo, compresi nel “Progetto Piombino”) ha riportato Cittadella all’antico splendore. Terminate le operazioni lato mare, entro pochi giorni saranno finiti anche i lavori lato piazza Manzoni dove resta sostanzialmente da completare la pavimentazione.
«Tutti gli interventi realizzati nel progetto sono volti alla messa in sicurezza dell’area - spiega Capuano - Il risultato, ormai in via di conclusione, riporta Cittadella alle stesse condizioni precedenti alla frana». L’unica aggiunta rispetto al passato è il muretto posizionato in fondo alla falesia, sull’ex piazzale d’alaggio. Inoltre, lungo il pendio si riconosce una disposizione “a scalino” del terreno, utile per i futuri lavori di manutenzione, che sarà ricoperta dalle tamerici piantate, mentre le finestrelle che si intravedono alla base del muro superiore sono una sorta di ballatoio e verranno illuminate.
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