Il Tirreno

Via le macerie dell’ecomostro di Procchio, pronta l’ordinanza del Comune

di Luca Centini
Cumuli di macerie nell'area del centro servizi
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Cumuli di macerie nell'area del centro servizi

La giunta Bulgaresi vuole liberare l’area per consentire la messa in sicurezza del fosso di Vallegrande. E giovedì sera il consiglio comunale sarà chiamato ad approvare le nuove previsioni urbanistiche

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PROCCHIO. Ore decisive per il futuro del centro servizi di Procchio. L’amministrazione guidata dal sindaco Anna Bulgaresi porta giovedì prossimo in consiglio comunale l’approvazione definitiva delle nuove previsioni urbanistiche dell’area occupata per anni dall’ecomostro e, al tempo stesso, preme sull’acceleratore per la messa in sicurezza dell’area e per la rimozione delle macerie. L’obiettivo è scongiurare in extremis la terza estate senza ecomostro ma con ancora i cumuli di macerie in bella mostra nel cuore della frazione balneare di Marciana.

L’approvazione.
L’amministrazione comunale prova a dare una nuova vita all’area occupata per anni dall’ecomostro di Procchio, il gigante di cemento armato messo sotto sequestro nei primi anni del 2000 in seguito allo scandalo giudiziario di Elbopoli e demolito nell’autunno del 2013 dall’impresa Giusti di Pistoia, la stessa che tirò su l’ecomostro e detiene ancora i permessi a costruire.

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La giunta Bulgaresi, sulla scia dell’accordo sancito con la Regione Toscana e con gli stessi proprietari dell’area centro servizi, ha deciso di annullare tutti gli atti urbanistici che riguardavano l’area del centro servizi, a partire dal vecchio piano attuativo e alla convenzione stipulata con l’impresa Giusti, dopo aver verificato l’esistenza di irregolarità non sanabili, dovute ad un’erronea rappresentazione orografica dei luoghi. Tutto da rifare, dunque. Così lo scorso novembre, in accordo con la Regione, la giunta Bulgaresi ha scorporato la scheda urbanistica del centro servizi di Procchio dal regolamento urbanistico e, quindi, ha adottato in consiglio comunale lo stralcio di cui all’area oggetto della scheda, pubblicata sul Burt.

La nuova previsione stabilisce che gli appartamenti (20 rispetto ai 45 previsti in origine) non dispongano di piani seminterrati come nella struttura originaria (l'amministrazione conta di riempirli con il materiale derivante dalla demolizione dell’ecomostro) e abbiano un’altezza massima di otto metri pari a due piani fuori terra.
La superficie occupata è ridotta rispetto al piano originario ed è pari alla superficie prevista per il terziario (625 metri quadrati al massimo) e per le attrezzature e servizi di uso pubblico (parcheggi, aree a verde e piccolo parco giochi per 625 metri quadrati). L’impresa ha presentato delle osservazioni in seguito all’adozione della nuova scheda: sarà il consiglio comunale di giovedì sera a stabilire se le nuove previsioni urbanistiche saranno definitivamente approvate.

Via le macerie.
La partita urbanistica sul futuro di Procchio si gioca in parallelo alla messa in sicurezza del fosso di Vallegrande e alla rimozione delle macerie (nell’area dell’ecomostro sono presenti cumuli di cemento e ferraglie che impediscono il completamento delle opere di messa in sicurezza). A tale proposito la giunta Bulgaresi ha avviato il procedimento che porterà a stretto giro all’emissione di un’ordinanza a carico dei proprietari dell’area del centro servizi di Procchio.

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In pratica il Comune, «preso atto di come la presenza del materiale inerte rappresenti ormai una situazione di grave degrado ambientale non più tollerabile oltre che un rischio concreto per l’igiene pubblica», darà tempo fino al 30 settembre del 2016 ai privati per completare la rimozione dei rifiuti, la messa in sicurezza, bonifica e ripristino dell’area.

Solo dopo la rimozione dei rifiuti potrà essere messa a disposizione l’area del centro servizi al Genio civile, affinché venga redatto il progetto esecutivo per la mitigazione del rischio idraulico a Procchio, frazione che corre ancora il rischio di finire sott’acqua in caso di alluvioni, come già accaduto nel 2002 e nel 2011.
 

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