Attenzione
«Il waterfront mette a rischio le terme di San Giovanni»
PORTOFERRAIO. Water Front, un rischio per le Terme di San Giovanni. In pratica, il progetto di rifacimento totale di tutta l'area portuale che va dalla Darsena medicea fino alle Grotte non fa stare...
PORTOFERRAIO. Water Front, un rischio per le Terme di San Giovanni. In pratica, il progetto di rifacimento totale di tutta l'area portuale che va dalla Darsena medicea fino alle Grotte non fa stare tranquilli i proprietari della struttura che esiste fin dal 1963.
Dopo la bocciatura di Legambiente e Italia Nostra, oggi c'è la preoccupazione dei gestori dell'impianto termale di San Giovanni che, in una lettera inviata a tutti le istituzioni politiche e amministrative, esternano i loro timori se il nuovo porto-cantiere si dovesse realizzare come previsto dal progetto medesimo. La cementificazione di tratti di costa del golfo di Portoferraio potrebbe ripercuotersi negativamente nell'habitat marino del golfo.
«I proprietari della struttura termale - si legge nella lettera diffusa ieri dall'ufficio stampa - temono che la cementificazione e il conseguente innalzamento del fondale marino possano ostacolare e ridurre gli scambi di correnti e maree che rinnovano costantemente le acque del bacino termale».
Le prime a risentire della cementificazione del fronte del mare potrebbero esser le alghe e le piante marine, oltre a venir compromesso il delicato equilibrio dell'ecosistema. «Da secoli - puntualizzano i gestori delle terme - alghe e piante marine crescono spontaneamente all'interno della laguna di Portoferraio. Esse costituiscono, insieme al limo, l'importante valenza terapeutica, un unicum irripetibile nel panorama termale italiano ed europeo».
Non a caso presso lo stabilimento viene praticata la talassoterapia, che riassume tutti i benefici che il mare può offrire attraverso l'acqua, il fango, le alghe e le piante marine. E proprio da questa laguna generosa nasce una linea di cosmetici naturali e prodotti biologici ecocertificati. Un'eccellenza per l'Elba e per l'arcipelago toscano che all'anno viene frequentata da oltre quarantamila persone che si rivolgono presso questo stabilimento per le cure del caso. Si tratta di una struttura che rimane aperta per tutto l'anno, che dà lavoro a molti dipendenti oltre a produrre un buon indetto per le aziende elbane. Nel periodo, poi, compreso tra maggio e novembre viene praticata la talassoterapia. "
«Abbiamo la materia prima a un passo dal nostro complesso. Non ce ne sono molti in Italia e nel resto del continente europeo come il nostro. Con questa, formiamo i fanghi che si rivelano molto utili per specifiche terapie. Non immaginiamo cosa potrebbe succedere se si dà il via al cemento».
Insomma non è vista di buon occhio a San Giovanni la variante al Piano strutturale per la portualità.
«Mi pare di trovarci davanti a modifiche incaute - dichiara il dottor Emiliano Somigli, la cui famiglia ha fondato le terme - Esse, qualora si attuassero, potrebbero compromettere l'attività di fangobalneoterapia, grazie alla quale le Terme San Giovanni sono famose e ottimamente frequentate da oltre cinquant'anni, e i posti di lavoro, occupati da operatori qualificati. Auspichiamo dunque chiarimenti e rassicurazioni in proposito da parte del Comune di Portoferraio, del Demanio, della Regione Toscana. Ci auguriamo - conclude il dottor Somigli - che il mondo istituzionale non abbandoni le Terme e che il progetto del nuovo porto, certamente utile per l'indotto turistico di Portoferraio e dell'intera isola, tenga in considerazione questi pericolosi effetti collaterali».
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