Sicurezza
Acquario chiuso, il Comune punta ad aprire nel weekend
Disdetta dell’affitto da parte dell’istituto di biologia marina. Possibile affidamento all’associazione Corpo fauna ambiente
PIOMBINO. «Vorremmo visitare l’acquario. È possibile?». Con l’estate questa domanda arriva sempre più spesso alle orecchie del personale dell’istituto di biologia ed ecologia marina di Piombino.
La risposta, purtroppo, lascia insoddisfatti turisti o semplici cittadini. L’acquario mediterraneo di via Mazzini è infatti ancora chiuso. Sono necessari alcuni interventi di manutenzione per poter rendere fruibili i locali, oltre alla riparazione di una vasca.
L’assessore al turismo, Stefano Ferrini, in un articolo del Tirreno del 29 marzo aveva spiegato la situazione di stallo in attesa del reperimento della parte mancante dei fondi, per un totale di 9mila euro. «Come Comune avevamo già messo in bilancio quattromila euro – le parole di Ferrini – ma ci siamo fermati su richiesta dell'istituto che è in attesa di ricevere da altri soggetti i restanti cinquemila euro per far partire i lavori».
I lavori però non sono mai partiti, con una novità, anzi, ancora più preoccupante. «Abbiamo recentemente ricevuto la lettera di disdetta dall’affitto e dalla gestione dell'acquario da parte dell’istituto di biologia marina – spiega Ferrini – La situazione si è quindi fatta sempre più ingarbugliata anche per una serie di problematiche, a partire dall’utilizzo stesso delle attrezzature. I locali infatti sono del Comune, ma le attrezzature dell’acquario sono dell’istituto. E’ in corso una perizia sul loro valore per capire se esiste la possibilità di acquisirle, oppure se gestirle in comodato d’uso gratuito».
L’istituto sta comunque continuando l'attività per garantire l’esistenza delle specie presenti, ma la realtà è nuda e cruda: l'acquario, una struttura ambita da turisti e non solo, soprattutto nel periodo estivo, è attualmente chiuso. È chiuso perché necessita di interventi, ma è anche privo al momento di una vera e propria gestione.
A chiarire e, in un certo senso, a rassicurare sull’argomento è ancora Ferrini: «I lavori devono essere fatti e saranno terminati entro giugno – afferma l'assessore – Alla fine il costo per una sistemazione di somma urgenza è inferiore alla cifra prevista a fine marzo e si aggira sui 3mila euro. Il tutto per essere pronti ad aprire a luglio».
Ma chi terrà aperto l’acquario adesso che l'istituto ha presentato ufficiale disdetta dalla gestione della struttura? «Occorre un bando – spiega Ferrini – Nell’attesa dell'individuazione del soggetto che ci auguriamo potrà intervenire sull’acquario per renderlo più attraente, stiamo tuttavia valutando l’affidamento diretto per poterlo aprire almeno il fine settimana in orario serale. Un affidamento diretto a un soggetto che riceva soltanto il rimborso spese per il cibo degli animali e l’attività di volontariato, mentre la bigliettazione, utile per rientrare nei costi dei lavori di manutenzione, andrebbe al Comune. Tra l’altro i dati forniti dall'istituto sono confortanti e parlano di un migliaio di visitatori nel periodo estivo».
«È vero – conferma replica Roberto Bedini, direttore dell’istituto di biologia – Ma noi riuscivamo a tenerlo aperto davvero poco. Basta pensare che anni fa, quando i laboratori, ora al primo piano, si trovavano al piano terra accanto all’acquario, e riuscivamo perciò a tenerlo aperto regolarmente, i visitatori erano nell'ordine di 10mila all'anno. La rescissione dall’affitto e dalla gestione dell’acquario – continua Bedini – è dovuta all’incompatibilità della nostra attività con l’apertura della struttura».
Ecco quindi profilarsi l’idea di un affidamento diretto in attesa del bando ufficiale. Il soggetto individuato dall'amministrazione comunale per questo periodo di emergenza è l'associazione Corpo fauna ambiente (al momento impegnata nell’area ex Atm in località Asca con la costruzione della fattoria didattica) che già mesi fa era stata considerata come possibile gestore.
«Al momento non c’è niente di definito – spiega il presidente dell’associazione, Michela Rosselli – Noi comunque abbiamo dato la nostra disponibilità ad occuparcene in attesa del bando. Aspettiamo adesso l’eventuale convenzione e se tutto andrà bene partiremo con l’apertura».
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