Il Tirreno

«Cinghiali, così si aspetta il morto»

«Cinghiali, così si aspetta il morto»

La rabbia del sindaco Bulgaresi per il ricorso anti abbattimenti: a Marciana c’è già stato un incidente, l’emergenza è reale

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PORTOFERRAIO. «Diteci subito se dobbiamo aspettare il morto, prima di trovare una soluzione all’invasione dei cinghiali sul nostro territorio. Ma, sia chiaro, poi non si venga a dare la colpa ai sindaci dell’isola».

Anna Bulgaresi, sindaca di Marciana, interviene a gamba tesa sul tema degli ungulati, particolarmente complicato da affrontare nel versante marcianese: la prima cittadina non ha digerito la questione del ricorso al Tar preseentato dall’associazione “Vittime della caccia” contro il Comune di Portoferraio e nei confronti del Golf Acquabona con il quale, di fatto, sono stati fermati gli abbattimenti straordinari dei cinghiali, responsabili dei danni in quella zona. Marciana, alla fine di maggio, aveva approvato un’ordinanza identica a quella di Portoferraio, per limitare i capi di cinghiali e mufloni nel territorio marcianese, con particolare riferimento alle zone di Pomonte, Sant’Andrea, La Zanca e Patresi. Ma il ricorso e la sospensiva concessa dal Tar, in attesa del pronunciamento nel merito del ricorso portoferraiese fissato per il 29 di giugno, ha finito per bloccare anche l’esecuzione dell’ordinanza marcianese.

«L’ordinanza non è stata eseguita – fa sapere il sindaco Anna Bulgaresi – al tempo stesso le segnalazioni nel mio territorio sono sempre più frequenti, i danni ai terreni sono in aumento, così come i pericoli per le persone. Sia chiaro, non vogliamo essere vittime delle “Vittime della caccia”».

L’incidente. Anna Bulgaresi ci tiene a precisare che il pericolo dovuto ai cinghiali è reale. Per questo motivo, nei giorni scorsi, il sindaco ha inviato alla Prefettura di Livorno le immagini relative a un incidente capitato a un giovane di Marciana che, con la moto, ha investito un cinghiale che attraversava la strada tra Patresi e La Zanca. Il ragazzo se l’è cavata con un ricovero in ospedale a Portoferraio per una lussazione a una spalla e dieci giorni di prognosi, solo grazie alle protezioni che sono servite per attutire gli effetti della caduta. Il cinghiale è morto in seguito allo scontro con la moto, gravemente danneggiata. È stato lo stesso sindaco, il 2 giugno scorso, a trovarsi sul luogo dell’incidente e a chiamare il 118. «Oltre a chiedere materialmente chi debba risarcire del danno subito il giovane – ha scritto il sindaco di Marciana alla Prefettura, alle forze dell’ordine e al Parco – chiedo anche di attivare velocemente tutte le procedure richieste con l’emanazione dell’ordinanza firmata da me». Sono passati tredici giorni dall’invio della lettera, ma la situazione non si è sbloccata. La strategia delle ordinanze emergenziali dei sindaci si è spenta sul nascere, in attesa di capire quale sarà l’esito del ricorso contro il Comune di Portoferraio. Bulgaresi ha anche scritto all’Atc 10 (Autorità di caccia) di Livorno, chiedendo un intervento urgente, ricevendo indietro una risposta chiara: «Dal 1° giugno la Corte Costituzionale ha reso illegittimi gli Atc toscani, i cui comitati erano stati eletti con la legge 88/2015 della Regione Toscana. Pertanto attualmente non abbiamo possibilità di gestire il territorio – hanno risposto dall’Atc – In merito alla ordinanza per intervenire celermente e puntualmente a risoluzione delle problematiche cinghiali, suggeriamo la possibilità di affidare alla polizia provinciale la responsabilità degli interventi, in quanto dalla normativa regionale risulta essere l'organo deputato al controllo della fauna selvatica in periodo di caccia chiusa».

L’emergenza a Marciana. Uno stallo giuridico-burocratico, insomma, che mal si addice all’urgenza legata all’invasione dei cinghiali. «Ogni giorno riceviamo segnalazioni, in particolare dalle zone di Patresi e La Zanca – racconta Bulgaresi – quasi ogni giorno, quando esco dal municipio e vado a prendere la mia macchina alla scuola, mi imbatto in qualche muflone. Tanti abitanti si trovano i cinghiali in giardino o davanti all’uscio di casa: i danni negli orti e nei terreni agricoli sono all’ordine del giorno. Una soluzione deve essere trovata al più presto». Il sindaco di Marciana è stata tra i primi a chiedere un passo deciso verso l’eradicazione degli ungulati dal territorio elbano. «Non voglio che passi un messaggio sbagliato, io sono un’amante degli animali. Ma credo si debba far fronte a una situazione di pericolo per questo territorio – spiega Bulgaresi – il Parco ha avviato l’iter per l’eradicazione dei mufloni, che per Marciana sono un problema. Credo possa essere la soluzione giusta anche per i cinghiali. E se non va bene l’eradicazione, allora si faccia qualcosa in più sul contenimento dei capi. L’impegno del Parco con il piano di abbattimenti e catture è stato importante, ma evidentemente non basta a risolvere il problema».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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