Il Tirreno

Frana, anche la balneazione è vietata

Frana, anche la balneazione è vietata

Ordinanza della Capitaneria: niente bagno all’Acquavivetta entro cinquanta metri dal punto in cui è caduto il masso

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PORTOFERRAIO. Dopo l’ordinanza del sindaco Mario Ferrari è arrivata anche quella del comandante della Capitaneria di porto di Portoferraio, Emilio Casale. Così, sulla spiaggia della Sorgente (Acquavivetta), non è solo vietato transitare a piedi nella zona interessata dalla frana, ma anche fare il bagno nel raggio di 50 metri dal punto in cui domenica scorsa si è staccato ed è venuto giù un grosso masso, per fortuna mentre nel punto di caduta non erano presenti i bagnanti.

Tutto questo fino a quando saranno portati a termine gli approfondimenti da parte del Comune (a stretto giro è previsto l’arrivo di alcuni rocciatori che verificheranno la stabilità del costone e il rischio concreto di nuovi crolli).

La Capitaneria di Porto ha infatti emesso in queste ore un’ordinanza di divieto di balneazione che si rifà, citandola in premessa, all’ordinanza firmata dal sindaco Ferrari dopo poche ore dalla notizia del distacco del masso all’Acquavivetta.

«Il tratto di demanio marittimo posto in prossimità dell’area franosa (all’estremità destra della spiaggia guardando il mare ndr) sarà oggetto di accertamenti e verifiche ad opera del Comune – si legge nell’ordinanza della Capitaneria – e che, pertanto, nello specchio acqueo di fronte al costone roccioso vi è un potenziale pericolo per la sicurezza della fascia costiera e della navigazione in genere, rappresentato dal rischio di caduta di massi».

A tale proposito la Capitaneria è chiara e ordina che, fino a quando non saranno ripristinate le condizioni di sicurezza dei luoghi, «nella zona di mare estesa 50 metri dal luogo dell’intervento sono vietate la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la balneazione, la pesca da terra e qualsiasi attività subacquea o di superficie».

I bagnanti che non rispetteranno l’ordinanza della Capiatenria di porto saranno «perseguiti – si legge nell’atto firmato dal comandante del porto Emilio Casale – ai sensi dell’articolo 1231 del Codice della navigazione».

Niente bagno, dunque, fino a quando l’amministrazione comunale di Portoferraio non provvederà a ripristinare la sicurezza dei luoghi. Nelle ore successive al distacco del masso (alcuni frammenti sono arrivati fino in mare), la zona a rischio è stata delimitata con delle fettucce e sono stati applicati alcuni cartelli che segnalano il pericolo.

Il sindaco, con l’ordinanza firmata il 12 giugno scorso, ha emesso il divieto di transito nella zona interessata dal pericolo frane alla Sorgente. Ma il rischio legato alla fragilità della costa non si limita all’Acquavivetta. Il Comune ha infatti dato incarico all’ingegnere Federica Raspolli e al geologo Mauro Ceccherelli che hanno predisposto un piano relativo all'erosione e ai movimenti franosi del litorale. La mappa del rischio, secondo quanto confermato da Raspolli, comprende le Viste, Capobianco, Sottobomba, la Sorgente, Sansone, l'Enfola, la Pinetina e la Buca Grande al Viticcio.

A questo studio deve essere inoltre aggiunto il piano di ripascimento delle spiagge all'interno del golfo di Portoferraio (Magazzini, Schiopparelo e San Giovanni). Queste due relazioni fanno parte del piano che dovrà essere approvato in seno alla conferenza dei sindaci, per poter successivamente chiedere finanziamenti. «Per gli interventi previsti - considera ancora Raspolli - dobbiamo prevedere un finanziamento di due-tre milioni di euro. Intanto un consiglio ai frequentatori dei nostri litorali. Non sostare immediatamente sotto i costoni rocciosi»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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