Il Tirreno

Ipc non sicuro, per la maturità bisogna trasferirsi a Ragioneria

Ipc non sicuro, per la maturità bisogna trasferirsi a Ragioneria

Lo rivela il Cobas: al Ceccherelli l’allarme non è stato mai riparato e gli esami verranno fatti all’Itc «Un altro duro colpo per l’istituto - protesta il sindacato - non è accettabile che sia trattato così»

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PIOMBINO. L’allarme non funziona e non è stato riparato, la scuola non è sicura e quindi gli esami di maturità dovranno essere svolti altrove. Succede all’Ipc Ceccherelli e a denunciare il problema è il Cobas scuola che lo definisce «un altro duro colpo per il Ceccherelli. Da anni l’Ipc lamenta l’assenza delle cucine (elemento non di poca rilevanza per un alberghiero), cosa che mette a durissima prova l’indirizzo enogastronomico. Adesso pare che al professionale non si possa più tenere neppure l’esame di maturità, che si svolgerà all’Itc Einaudi, l’altro plesso dell’Isis Einaudi-Ceccherelli. La motivazione è la presunta mancanza di sicurezza dell’Ipc, che potrebbe mettere a rischio lo svolgimento degli esami. A causa dell’annoso problema del malfunzionamento dell’allarme, negli ultimi mesi si sono verificati infatti numerosi furti, che hanno privato la scuola dei tablet e di molti pc».

Secondo il sindacato, la soluzione più immediata sarebbe stata quella di riparare l’allarme, portare all’Ipc qualche computer dell’Itc per i giorni d’esame («a Ragioneria infatti ogni aula è dotata di computer portatile e due classi, essendo classi 2.0, hanno in dotazione un pc portatile ad alunno, più di 40 pc in totale, che a partire dalla fine delle lezioni risultano inutilizzati) e rifornire l’Ipc della dotazione di computer necessaria per il prossimo anno scolastico. Invece la soluzione adottata, proseguono i Cobas, è stata «scrivere all’Ufficio regionale scolastico segnalando che la scuola non è sicura con il risultato di far svolgere gli esami all’Itc, spostando così gli alunni da un plesso all’altro. Un’alzata di bandiera bianca, un’ammissione di inadeguatezza che avrebbe avuto forse senso se fosse servita a segnalare un disagio, chiedendo con forza una messa a norma della scuola. Un’azione tra l’altro molto complicata da tutti i punti di vista, a partire dal carteggio con l’Usr per arrivare all’inevitabile affollamento all’Itc. Così gli alunni dell’Ipc si vedono negare il diritto di svolgere gli esami nella propria scuola. Ma al di là di questo il dato grave è che si dichiara che la scuola non è sicura (da mesi) e non si provvede a metterla in sicurezza».

«Ricordiamoci - prosegue il sindacato - che nei mesi estivi il personale Ata continua a lavorare in quella scuola non sicura, che gli alunni e i professori ci hanno lavorato per tutti questi mesi, che a settembre la scuola ricomincia. Una scuola che non è sicura durante gli esami può esserlo durante il resto dell'anno? Tutti gli alunni delle quinte, tutto il personale Ata e la stragrande maggioranza dei docenti dell’Ipc hanno presentato al dirigente scolastico, all’Usp di Livorno e all’Usr la richiesta scritta di riparare l’allarme in modo che gli esami possano essere svolti all’Ipc, ma ancora non hanno avuto risposta. Non si sa a quanto ammonti il preventivo per la riparazione né la rimanenza del fondo per la manutenzione: nonostante le reiterate richieste non è dato sapere insomma che tempi e finanziamenti servano per mettere in sicurezza la scuola».

«Chiedere all’Usr lo spostamento della sede d’esame è una mossa che rischia di affossare il professionale Ceccherelli - aggiunge il sindacato autonomo - Sarebbe bastato pochissimo per non arrivare a questo. Tingere l’esterno della scuola eliminando le scritte degli alunni non serve: un bell’involucro ripieno di niente. Le scritte e le intemperanze degli alunni non si eliminano così, ma con una scuola che funziona e nella quale docenti e alunni possano lavorare con dignità. Invece sembra che l’Isis Einaudi Ceccherelli sia una scuola unica solo in certi casi; in altri (nella maggior parte) sono due scuole distanti anni luce. L’Ipc Ceccherelli è fondamentale per la città di Piombino: è una realtà che va salvaguardata e che anzi andrebbe stimolata e fatta rinascere. Ma come possiamo pretendere di più dai nostri ragazzi e dalle nostre ragazze se offriamo loro una scuola deficitaria e ufficialmente inadeguata?».

«Non è accettabile - concludono i Cobas - che una scuola non possa accogliere i propri studenti per gli esami di maturità. Non è possibile che non sia degna di avere un sistema di allarme decente, una dotazione di computer sufficiente, un laboratorio linguistico realmente funzionante, le cucine per uno dei suoi indirizzi di punta.

Così l’Ipc diventa una scuola non sicura e non adeguata. Come sindacato saremo al fianco di docenti, alunni e personale Ata che sappiamo troppo affezionati a questa scuola per poterne permettere il definitivo declino».

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di Redazione web