La manifestazione
Frane sulla costa, la mappa del rischio
Non è ancora rientrata l’emergenza alla spiaggia della Sorgente, sotto la lente il litorale dalle Viste fino al Viticcio
PORTOFERRAIO. La frana sulla spiaggia della Sorgente (Acquavivetta) è un fenomeno in evoluzione e un altro masso potrebbe staccarsi dalla parete. È quanto è emerso dall'ultimo sopralluogo che l’amministrazione ha compiuto nella zona interessata dalla frana, domenica scorsa.
Per non mettere a rischio l'incolumità dei bagnanti, la zona ritenuta a rischio è stata delimitata con delle fettucce, mentre resta in vigore l’ordinanza del primo cittadino di divieto di transito. E contemporaneamente sono stati presi contatti con una squadra di rocciatori che, calandosi dall'alto della scogliera, potranno raggiungere il punto critico per valutare la situazione e, nel caso, intervenire per far cadere le rocce pericolanti.
«La zona è costantemente messa sotto controllo – ha aggiunto Mario Ferrari – Nei prossimi giorni fisseremo il giorno in cui i rocciatori entreranno in azione». Il fenomeno del distaccamento di massi dai costoni non è isolato tuttavia alla Sorgente. Tutto l'intero tratto costiero compreso tra la spiaggia delle Viste, a ridosso del centro abitato di Portoferraio, per finire all'Enfola e al Viticcio rientra in questa tipologia. Dipende dalla caratteristica della roccia e dagli eventi meteorologici.
«Tutta questa riviera elbana - dice Federica Raspolli, che ha curato insieme con il geologo Mauro Ceccherelli il piano relativo all'erosione e ai movimenti franosi del litorale - è sottoposta a fenomeni franosi. In questa zona sono infatti frequenti le cadute di massi che costituiscono fenomeni naturali in evoluzione. Nella maggior parte dei casi il movimento franoso contribuisce al ripascimento delle spiagge stesse, che si trovano nelle immediate vicinanze dei costoni. Sono le alte falesie bianche che costituiscono e hanno costituito la caratteristica propria di questo litorale elbano. Così bianche, da essere ben visibili a miglia di distanza dall'isola. Fin tanto che gli episodi non assumono proporzioni di una certa consistenza, tutto resta nella norma. Quando invece si verificano distacchi di porzioni rilevanti di roccia, allora è il caso di indire l'uso della spiaggia ai bagnanti e mettere cartelli di pericolo».
Secondo il piano che l'ingegner Raspolli ha elaborato, le spiagge che sono considerate a rischio franoso le Viste, Capobianco, Sottobomba, la Sorgente, Sansone, l'Enfola, la Pinetina e la Buca Grande al Viticcio. A questo studio deve essere inoltre aggiunto il piano di ripascimento delle spiagge all'interno del golfo di Portoferraio (Magazzini, Schiopparelo e San Giovanni). Queste due relazioni fanno parte del piano che dovrà essere approvato in seno alla conferenza dei sindaci, per poter successivamente chiedere finanziamenti al Ministero. «Per gli interventi previsti - considera ancora Raspolli - dobbiamo prevedere un finanziamento di due-tre milioni di euro. Intanto un consiglio ai frequentatori dei nostri litorali. Non sostare immediatamente sotto i costoni rocciosi, dove si potrebbero verificarsi cadute di massi - conclude Raspolli - Posizionarsi semmai il più possibile in vicinanza della battigia».
La frana all’Acquavivetta si è verificata domenica scorsa. Un masso di grosse dimensioni, si è staccato dal costone roccioso ed è rotolato giù per circa 5 metri, frammentandosi durante la caduta e arrivando fino alla spiaggia. In quel momento in quel tratto di arenile non erano presenti bagnanti. Alcuni pezzi frantumati del masso, sbriciolati lungo la caduta, sono arrivati fino alla battigia.
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