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Sace garantisce 23 milioni di euro ecco i soldi per la produzione

Sace garantisce 23 milioni di euro ecco i soldi per la produzione

Con questo prestito dalle banche la società potrà acquistare i semiprodotti necessari Intanto oggi è il giorno del trf: è attesa la sentenza della Cassazione sul “danno ambientale”

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PIOMBINO. Sace, il braccio operativo della Cassa depositi e prestiti, ha firmato gli atti necessari a garantire 23 milioni di crediti ad Aferpi, che potrà usufruirne per effettuare gli acquisti dei semiprodotti, indispensabili alla ripresa produttiva dei laminatoi e dare quella continuità finora mancata, costringendo i laminatoi a un'attività a singhiozzo.

A darne notizia sono Fim, Fiom e Uilm, che esprimono «soddisfazione per l'azione del Governo. Attendiamo naturalmente che il presidente Rebrab faccia i suoi passi, ma intanto ora le banche possono finanziare con fiducia l'attività dello stabilimento».

Le lettere di credito di Sace, arrivate dopo le sollecitazioni del ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, seguite all'incontro con l'ad di Aferpi, Fausto Azzi, sono solo il primo passo per restituire una completa autonomia operativa all'azienda.

Il lavoro di Calenda, a sostegno di quello di Aferpi, oltre a mettere in campo le lettere di credito garantite da Sace, secondo le attese dell'azienda dovrà portare infatti all'erogazione di un credito di almeno una cinquantina di milioni che garantiscano il circolante.

L'azienda sostiene di avere mercato sufficiente per ripartire a luglio senza prevedere più interruzioni in tempi brevi, non solo per le commesse di barre e di rotaie, ma anche per la vergella, nonostante il blocco alle importazioni deciso dal governo algerino.

La questione algerina, cioè l'ostilità del Governo di quel paese nei confronti di Rebrab, del resto continua a segnare anche il difficile percorso del progetto Aferpi per Piombino. In Algeria continua infatti il braccio di ferro, che di fatto sta impedendo a Rebrab di disporre del proprio denaro custodito in patria.

In questi giorni un tribunale si esprimerà sulla decisione del Governo di bloccare l'acquisto da parte del presidente di Cevital di una tv e di un giornale per una presunta eccessiva concentrazione editoriale, essendo Rebrab già proprietario di un quotidiano. Dove porterà questo sempre più aspro scontro politico è impossibile da prevedere, ma secondo alcune fonti Rebrab avrebbe confermato in questi giorni la fiducia nella possibilità che il progetto complessivo per Piombino trovi presto le linee di finanziamento necessarie.

Il tfr. Oggi intanto è la giornata tanto attesa dai lavoratori ex Lucchini per poter finalmente avere la certezza di incassare il loro trf, una cifra complessivamente valutata intorno ai 38 milioni. La Cassazione infatti esaminerà il ricorso del ministero dell'ambiente, ultimo grado di giudizio della causa per “danno ambientale” con cui il ministero chiede una somma vicina ai 400 milioni.

Richiesta bocciata nei primi due gradi di giudizio, per la debolezza delle ragioni portate a sostegno della tesi che individuava nella Lucchini la società responsabile del danno, così che se queste sentenze verranno confermate dalla Cassazione il commissario Piero Nardi, responsabile della Lucchini in amministrazione straordinaria potrà sbloccare il Tfr dei lavoratori. Un appuntamento che ovviamente è molto atteso per dare un po' di ossigeno agli oltre duemila ex dipendenti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web