Il Tirreno

Le richieste: erosione, dissesto, acqua

di Luigi Cignoni
Le richieste: erosione, dissesto, acqua

I sindaci presentano a Federica Fratoni una serie di problemi. Si è parlato anche dello smaltimento delle alghe

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PORTOFERRAIO. Dal fenomeno dell'erosione delle coste, all'approvvigionamento idrico. Dal rischio idrogeologico del territorio insulare alla tutela dell'habitat marino e al ripopolamento ittico. Dai rapporti con il parco nazionale al progetto di un desalinatore. Una fotografia a tutto campo su problemi ambientali che l'Elba si trova a fronteggiare: ecco cosa è emerso nel corso dell'incontro con Federica Fratoni, assessore regionale all'ambiente e alla difesa del suolo svoltosi ieri mattina nell'auditorium della Provincia in viale Manzoni. L'assessore, che era accompagnata dal consigliere regionale Gianni Anselmi, ha voluto incontrare i sindaci elbani, per avere un aggiornamento della situazione ambientale sull'isola. E, senza dubbio, il taccuino che l'assessore si è portato a Firenze è ricco di spunti da approfondire. Vediamo in sintesi le problematiche che sono emerse nel faccia a faccia con i primi cittadini isolani (assenti solo Marciana e Porto Azzurro). Dopo l'introduzione di Gianni Anselmi, è intervenuto per primo Andrea Ciumei (Marciana Marina) che si è soffermato su quanto sia importante la tutela dell'ambiente marino su cui si basa l'economia del paese; anche la difesa del suolo e in particolare della costa elbana va salvaguardata dall'erosione. «La priorità assoluta del nostro territorio - ha aggiunto fra l'altro il primo cittadino di Marciana Marina - è l'erosione della costa e, a terra, il rischio idrogeologico. L'incontro con l'assessore ci servirà a impostare il lavoro da svolgere nelle prossime settimane. Se non ci fosse stata la diga del porto, le ultime due mareggiate che si sono abbattute sul nostro litorale sarebbero state assai dannose per noi. Riguardo alla previsione di zone marine destinate al ripopolamento ittico, occorre dare più potere agli enti locali per un ruolo più attivo che oggi non hanno». È intervenuto poi Lorenzo Lambardi (Campo nell'Elba) che ha parlato dello stato in cui versano le maggiori spiagge del Comune esposte tutte ai venti di scirocco. «Il problema delle frane e delle alluvioni - ha detto - oltre a collegarli ai mutamenti climatici bisogna anche considerare l'abbandono dei terreni da parte degli agricoltori. Per quanto riguarda le risorse idriche bisogna considerare la vetustà dell'acquedotto sottomarino e della dorsale. Infine a Pianosa, su cui si stanno vagliando progetti di promozione e fruizione di un aumento di utenza, ci sono sì i pozzi, ma solo due possono essere sfruttati per l'approvvigionamento». Al sindaco Claudio De Santi (Rio Elba) il compito di affrontare il fenomeno delle doline del Piano, che non solo provoca problemi alla viabilità, ma anche alla sicurezza dell'abitato e delle persone. Poi De Santi si è soffermato sui fossi di Nisporto e di Bagnaia. Renzo Galli (Rio Marina) ha invece chiesto alla Regione iniziative specifiche sulle aeree minerarie; nella fattispecie su progetti di riutilizzazione dei beni ereditati dal Demanio, alcuni dei quali potrebbero essere messi sul mercato per monetizzare e finanziare piani di valorizzazione dell'intero comparto ex minerario. «Su questo tema - ha puntualizzato ancora Galli - c’è l'accordo. Ma non si riesce a far nulla, perché non si danno gambe ai progetti». E immancabile il riferimento all'impianto termale previsto a Cavo, che non si riesce a mettere in cantiere per la serie di vincoli paesaggistici. Ruggero Barbetti (Capoliveri) ha presentato il progetto che l'Asa intende portare a termine per un desalinatore. Si dovrà discutere la localizzazione dell'impianto. Infine, il consigliere Nurra (Portoferraio) ha affrontato il tema del trattamento delle alghe, considerate rifiuti speciali e come tali devono essere trattate in centri specializzati, della limantria e dei cinghiali che sono un rischio per le colture e le case coloniche.

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