Sicurezza
Soccorso animali, il Wwf da solo non ce la fa più
Da questo mese coordinerà gli interventi ma sono chiamati in causa Comuni e Asl Gualerci: «Il servizio non è più della Provincia, mancano uomini e soldi»
PIOMBINO. Dal cucciolo di capriolo alla gabbianella caduta dal nido. Queste le richieste di soccorso solo in una giornata. Perché i cittadini non riescono a voltarsi altrove vedendo animali in difficoltà e dai social partono gli Sos fauna selvatica che alla fine approdano sempre ai volontari Wwf.
Difficoltà finanziarie e poche persone disponibili sono però un dato di fatto, questo tipo di intervento di recupero, non solo in Val di Cornia, dovrà cambiare.
Certo il Wwf farà da regia ma chiamati in causa ora ci saranno anche i centralini dei comuni di appartenenza di chi denuncia l’emergenza, più il relativo centro veterinario Asl.
Chiarimenti direttamente dal Wwf Livorno (qui è confluito anche l’ex comitato Wwf Val di Cornia). «Il trentennale servizio di recupero fauna selvatica nel 2016 dovrà subire significativi cambiamenti a causa di importanti variazioni di natura politico amministrativa - precisa Stefano Gualerci, vicepresidente Wwf Livorno - Per recenti cambiamenti (legge regionale 1/12/15), il servizio fauna selvatica non è più competenza della Provincia, ma è passato alla Regione, privandoci del contributo che l’ente erogava per tale servizio alla nostra e alle altre associazioni. Ancora più grave è il venire meno dell’apporto della polizia provinciale, sia per il supporto di vigilanza ambientale che per l’aiuto che ci dava nel trasportare gli animali feriti a Livorno, al Centro recupero uccelli marini acquatici (Cruma) della Lipu».
Centinaia i recuperi fatti negli anni tra Piombino, San Vincenzo Campiglia, Castagneto, Suvereto, Sassetta, Bibbona.
«Adesso non è possibile per noi continuare a svolgere tale servizio senza avere un’adeguata copertura finanziaria e di supporto fisico, vista l’enorme difficoltà a reperire volontari in pianta stabile - conferma Gualerci - Avendo avuto solo l’interessamento di un comune della Val di Cornia in merito, dobbiamo fare una scelta difficile ma necessaria. A partire da questo mese dovremo concentrare i recuperi solo su specie di notevole importanza ecologica e di conservazione, ad esempio rapaci, migratori o specie rare. Dunque prima di tutto invitiamo i cittadini ad avere pazienza e comprensione, perché le chiamate che giungeranno al cellulare dedicato (il numero è sempre lo stesso, 338 1522578, ndr) verranno valutate e qualora non fossimo in grado di intervenire consiglieremo di rivolgersi direttamente al centralino del comune di appartenenza o al relativo centro Asl veterinario, che con la nuova legislazione tornano a essere responsabili della gestione della fauna selvatica».
«Per il momento - conclude Gualerci - questo è l’unico modo che abbiamo per evitare di chiudere definitivamente un servizio che va avanti da oltre trent’anni. Chiunque fosse interessato a partecipare alle fasi di recupero può contattare il precedente numero di telefono e rendersi disponibile».
Insomma, oltre a non voltarsi altrove, quando possibile magari occuparsi direttamente degli animali in difficoltà seguendo le indicazioni dei volontari Wwf; visto che in questo mondo ci arriviamo con niente e ce ne andiamo con niente, nulla ci vieta di aiutare tutto quel che c’è a sopravvivere bene.
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