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Progetto Aferpi, ora tocca a Rebrab

Cristiano Lozito
Il treno vergella di Aferpi (foto Paolo Barlettani)
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Il treno vergella di Aferpi (foto Paolo Barlettani)

Col Governo sotto esame per gli impegni sul credito, si attendono le mosse del presidente. Venerdì lo sciopero dei metalmeccanici

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PIOMBINO. Bene il ministro Calenda sul credito ad Aferpi, ma ora occorre che Rebrab faccia la sua parte». E’ questa in sintesi la frase che è rimbalzata negli ambienti politici e sindacali dopo l’incontro di giovedì tra l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, e il neoministro dello Sviluppo economico.

Ed è anche quanto ha ripetuto il coordinatore delle rsu Fiom di Aferpi, Jonathan Ghignoli, dal palco che ieri a Livorno ha concluso la manifestazione regionale dei metalmeccanici, in sciopero per il contratto, che ha visto la partecipazione di 5000 lavoratori con una robusta delegazione piombinese. Al centro del discorso di Ghignoli la necessità che l’impegno di Rebrab si traduca in quella continuità produttiva che da un lato sostenga il progetto complessivo di ripresa dello stabilimento piombinese, e dall’altro dia la possibilità di raggiungere l’obiettivo del sindacato, e cioè i contratti di solidarietà per tutti i lavoratori che rientreranno in fabbrica entro il 16 novembre.

Il sindacato, che peraltro ribadisce la necessità dell’incontro alla Presidenza del Consiglio, chiama dunque anche il presidente Issad Rebrab a dimostrare concretamente il suo impegno per il progetto Aferpi, con l’obiettivo finale di tornare a produrre acciaio.

Il patron di Cevital, in sostanza, è chiamato in tempi brevi a mostrare la sua capacità di mettere denaro nell’operazione, condizione imprescindibile anche per ottenere i finanziamenti necessari agli investimenti per l’acciaieria elettrica e il nuovo treno rotaie.

La prossima settimana sarà quella in cui si capirà come l’impegno del Governo, promesso da Calenda ad Azzi, si tradurrà in azioni concrete: per l’autorità di cui il ministro dispone, l’atto più semplice dovrebbe essere quello richiesto alla Sace, società emanazione della Cassa depositi e prestiti, che dovrà fornire le lettere di credito a garanzia per gli acquisti.

Già questo sarebbe un elemento importante per ridare fiato all’azienda e all’attività dei laminatoi. Ma l’obiettivo resta quello di un prestito vero e proprio per il circolante, nell’ordine dei 50 milioni, che secondo l’azienda garantirebbe la possibilità di far marciare i laminatoi con continuità.

Su questo aspetto Calenda si è impegnato ad aprire un confronto diretto con i vertici di alcune banche, accompagnando la richiesta con la fiducia del Governo al progetto complessivo di Cevital per Piombino.
Per i laminatoi, tutti fermi dalla prossima settimana, il piano prevede la ripartenza in luglio con cadenze diverse per treno rotaie, tmp e tve, su cui potrebbe essere anticipata la manutenzione ordinaria.
 

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