Il Tirreno

Braccio di ferro sui parcheggi per le spiagge

di Luca Centini
Braccio di ferro sui parcheggi per le spiagge

Dal Comune ok a 7 nuove aree di sosta private Ma sull’operazione peserà la decisione del Tar

5 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. Otto manifestazioni di interesse, due accolte dal Comune, cinque ammissibili solo a fronte di integrazioni e verifiche ulteriori, una non accolta. Sono in numeri della corsa ai parcheggi estivi lungo la costa di Portoferraio: otto proprietari di terreni privati, infatti, hanno risposto positivamente all’avviso pubblico inoltrato dall’amministrazione Ferrari, che si è posto l’obiettivo di individuare aree da destinare a parcheggio temporaneo delle spiagge (il periodo è compreso tra il 15 maggio e il 15 settembre), così da ridurre la sosta lungo le strade e i problemi di viabilità, particolarmente evidenti in prossimità delle spiagge più frequentate dai turisti.

«Su tale argomento – chiarisce l’assessore all’urbanistica Roberto Marini – abbiamo avuto incontri con la vice prefettura già lo scorso anno. I problemi della viabilità in prossimità delle spiagge sono importanti, così come va arginato il fenomeno dei parcheggi selvaggi. Ne va della sicurezza dei cittadini. Con questo provvedimento il Comune vuole arginare questo tipo di difficoltà, aumentando le aree destinate a parcheggio. Si tratta di una prova temporanea, al termine della quale faremo le nostre valutazioni e adotteremo soluzioni definitive».

La spada di Damocle.

In realtà i lavori per la realizzazione delle aree di sosta sono congelati, dal momento che sul meccanismo messo in piedi dal Comune per far fronte all’emergenza della viabilità (manifestazioni di interesse senza alcun concorso, gara d’appalto, nessuna graduatoria e nessuna procedura negoziata) pende la spada di Damocle di un ricorso al Tar indetto da un gruppo di cittadini e dall’associazione Legambiente Arcipelago toscano su uno dei quattro possibili parcheggi in località Acquaviva.

L’associazione ritiene gli atti dell’amministrazione illegittimi, non conformi a quanto previsto dagli strumenti urbanistici vigenti, così come viene contestato il carattere di “emergenza” dei provvedimenti.

Al tempo stesso non tutti sono certi che la soluzione dei parcheggi privati limiti il caos sulle strade e, al contrario, sia solo un modo per aumentare la pressione antropica sulle spiagge già piene all’inverosimile durante l’estate.

Il 22 giugno, in ogni caso, si capirà se il ricorso comporterà ricadute immediate sull’ “operazione parcheggi”: il Tar regionale in quella data deciderà se concedere o meno la sospensiva richiesta dai ricorrenti di Acquaviva. In caso di sospensiva, gli atti comunali sarebbero congelati e i lavori compiuti solo dopo il pronunciamento nel merito del Tribunale amministrativo. In caso contrario l’area di sosta ad Acquaviva, così come le altre, sarebbe realizzata già in questa stagione.

Le domande.

Il Comune di Portoferraio si è rivolto ai privati per far fronte alla storica carenza di parcheggi nelle località balneari e ai problemi di traffico. Le aree debbono avere delle caratteristiche precise: accesso diretto, esistente o da realizzare, dalla viabilità pubblica; giacitura in piano o in leggero declivio; assenza di necessità di sradicare alberi e arbusti di altezza superiore a 1,50 metri; necessità di livellamento senza sbancamento. I partecipanti all’avviso pubblico, di fatto, hanno autorizzato il Comune a compiere un sopralluogo.

Le aree di sosta possono essere gestite direttamente dai privati, gestite da soggetti terzi (cooperative sociali). O, in alternativa, i privati potranno decidere di cedere i terreni al Comune che corrisponderà un canone. La metà delle domande pervenute al Comune riguardano la località Acquaviva (vicina a una spiaggia gettonatissima come Sansone), due richieste sono relative alla frazione balneare di Bagnaia, altrettante alla Biodola.

Domande accolte.

Con la determina firmata dall’architetto Parigi il Comune ha accolto la domanda dell’Ad 2001 resort Elba che ha messo a disposizione un terreno di 420 metri quadrati, già delimitato da ciglionatura e sbarra, accessibile dalla provinciale e confinante con l’area del depuratore di Bagnaia. Terreno che, secondo l’amministrazione, è già pronto ad essere utilizzato. Accolta anche la richiesta di Federica Raspolli che ha proposto la realizzazione di un’area di sosta di 1300 metri quadrati alla Biodola: il terreno è ritenuto idoneo all’uso di parcheggio temporaneo, sebbene con un vincolo di sistemazione della rampa di accesso dalla strada provinciale.

Domanda bocciata.

Niente da fare, invece, per la proposta di Francesca Giannini che aveva messo a disposizione un’area da 1800 metri quadrati a Bagnaia che, tuttavia, è collocata in una zona a pericolosità idraulica molto elevata.

Accolte, ma con integrazioni.

In questa categoria rientrano tutte le domande per la realizzazione di parcheggi in un’area delicata come quella di Acquaviva. La società Futura, la stessa che ha realizzato lo scorso anno il parcheggio temporaneo a Capobianco, ha messo a disposizione un terreno da 3670 metri quadrati ad Acquaviva: il terreno appare idoneo ma sono state rilevate delle difficoltà all’accesso.

Inoltre dal sopralluogo sono emersi dubbi circa ipotetiche opere abusive di disboscamento e pulizia (sono stati tagliati alberi e arbusti): l’amministrazione ha verificato che nell’ottobre 2015, alcuni mesi prima dalla pubblicazione dell’avviso, la proprietà aveva chiesto e ottenuto un’autorizzazione dalla Provincia e provveduto a disboscare l’area (l’assenza di necessità di compiere interventi di eradicamento di alberi era una caratteristica inderogabile per poter rispondere all’avviso pubblico del Comune). La proprietà dovrà comunque chiarire come intende organizzare le modalità di accesso all’area.

Sempre ad Acquaviva hanno presentato una domanda la società Compagnia elbana per il turismo (4600 metri quadrati, la proposta deve essere dettagliata ulteriormente), Lucia Pino e Veronica Cucca (2500 metri quadrati, manca il parere del Parco) e Andrea Brandi, il cui terreno è immediatamente a valle dalla strada provinciale in zona Sansone. In questo caso, per il quale è scattato il ricorso al Tar portato avanti da un gruppo di proprietari e da Legambiente, l’amministrazione ha chiesto ulteriori documentazioni e verifiche.

L’ultima domanda accettata con riserva riguarda la Biodola ed è stata compiuta dall’Hotel Hermitage: anche i questo caso l’amministrazione ha chiesto di dettagliare ulteriormente le modalità di accessibilità e sosta all’area che si raggiunge percorrendo la strada privata Casarosa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca