Sicurezza
«Adesso anche le banche facciano la propria parte»
PIOMBINO. La Cna provinciale, con il presidente Diego Nocenti, fa il punto sulla situazione economica della zona e chiede un maggior impegno alle banche. Senza il credito, infatti, il rilancio...
PIOMBINO. La Cna provinciale, con il presidente Diego Nocenti, fa il punto sulla situazione economica della zona e chiede un maggior impegno alle banche. Senza il credito, infatti, il rilancio diventa impossibile, quindi gli istituti devono mostrare maggior... coraggio.
«Se Piombino e la Val di Cornia possono ancora sperare di avere un futuro industriale - afferma il presidente provinciale della Cna Diego Nocenti - è merito della compattezza con cui le istituzioni centrali, locali e le parti sociali si sono mosse intessendo una serie di condizioni per cui un nuovo investitore scommettesse sul rilancio della siderurgia; a questo punto anche il sistema bancario deve saper fare la propria parte, dopo aver tanto avuto dal territorio deve anche rischiare qualcosa in più».
«Le nostre imprese dell'indotto industriale, che più di tutti hanno sofferto dalla crisi siderurgica, sanno benissimo cosa vuol dire rischiare: ogni giorno gli imprenditori affrontano tutto ciò con coraggio e - credetemi - di questi tempi ce ne vuole davvero tanto; se facciamo così noi, altrettanto e di più devono farlo quelle banche che si dicono legate al territorio ed al mondo delle imprese».
«Il progetto industriale messo in campo è davvero l'unica cosa cui la Val di Cornia si può aggrappare per non cadere nel baratro. Ben venga la diversificazione ed il turismo, ma nessuno può pensare che si possa fare a meno dell'industria e del manifatturiero».
«È stato fatto un grande lavoro da parte di tutti: anche le imprese si stanno riorganizzando per farsi trovare pronte per quando inizieranno i grandi lavori di reindustrializzazione: proprio in questi giorni abbiamo ufficializzato come Cna la nascita del consorzio Farthan e della rete di aziende locali che uniscono competenze, professionalità e maestranze per scommettere nuovamente sul futuro».
«Da questo percorso e da questo impegno - conclude Nocenti - non ci sono soggetti che possono ritenersi esenti, che possono aspettare che qualcun altro parta per poi poter godere dei rischi affrontati da altri. Tutti i soggetti, banche incluse, devono sentire una responsabilità e degli obiettivi diversi dal mero tornaconto».
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