Il dolore
Rubano una statuetta dentro la chiesa
Spariti due angioletti in marmo dall’altare della Madonna di Sopra la Porta. Sul posto arrivano i carabinieri
SUVERETO. È stata trafugata da ignoti una coppia di angioletti di marmo dall’altare della chiesa della Madonna di Sopra la Porta.
I ladri hanno usato come leva una piccola ma artistica croce (lasciandola sul posto) per potere asportare l’opera marmorea, ubicata proprio sopra il tabernacolo dell’altare.
Ad accorgersene è stato il parroco ieri mattina alla riapertura giornaliera della bella chiesa affrescata che si trova in pieno centro storico, pochi passi dopo l’arco merlato.
Non c’erano segni di effrazione e il furto è quindi avvenuto durante l’apertura giornaliera, presumibilmente in ore con poco movimento come nel primo pomeriggio.
La dimensione dei due angioletti non è molto grande, ma avrebbe potuto dare nell’occhio, essendo proprio al centro del paese con negozi e locali pubblici.
Non si tratta di un opera di grandissimo valore, ma certamente di pregio, oltre al fatto sacrilego, col parroco don Roberto comprensibilmente amareggiato non essendo nemmeno l’ultima delle ruberie subite.
Questa è del tutto particolare perché i ladri hanno dovuto staccare fisicamente la scultura senza farsi notare, magari con l’aiuto di qualcuno che faceva da palo sulla porta della chiesa.
Del furto sono stati avvisati subito i carabinieri di Suvereto che hanno fatto i sopralluoghi di rito e la chiesa è rimasta chiusa al pubblico.
Con questo si ripropone l’importanza di avere le chiese aperte anche per i molti turisti che già circolano in paese, ma che comporta rischi di attentati al patrimonio culturale collettivo ai quali bisognerebbe trovare forme di controllo che non siano solo a carico della parrocchia. La chiesa, nella versione attuale, risale al 1767 quando si narra del “miracolo” che scongiurò un’inondazione per chi abitava nei pressi della porta merlata. Il governo dei principi Buoncompagni aveva ridotto in miseria e abbandono il paese che contava poco più di 200 abitanti, in parte rifugiatesi a Belvedere per l’aria più salubre. C’era un presidio militare di una decina di uomini in prossimità della porta d’ingresso, con un cappella dove era venerata un’immagine della Madonna. Il grande portone veniva chiuso per sicurezza la notte ed aveva un rastrellato di ferro - come raccontano le cronache del tempo – che filtrava le acque. Ma una notte di aprile 1767 un temporale di eccezionale intensità causò talmente tanti detriti da ostruire il defluire delle acque che iniziarono a salire minacciosamente per gli abitanti della parte bassa che cercarono rifugio altrove.
Ma al culmine della piena, improvvisamente la grande porta si spalancò verso l’interno, contro la pressione dell’acqua. Si gridò al miracolo e, facendo le pulizie il giorno dopo, fu notato che il livello delle acque si era fermato appena lambito il quadro della Madonna. Così si volle edificare l’attuale chiesa della Madonna di Sopra la Porta terminata nel 1772 che rappresenta un po’ il santuario dei suveretani.
Un fatto curioso è stato rievocato dagli appassionati di storia facendo un accostamento alla odierna ruberia. Francesco Doveri, un narratore dell’epoca, racconta di vari miracoli attribuiti alla Madonna, come attestano i numerosi ex voto, ma anche di un custode della chiesa rimosso per trascuratezza e debiti che non voleva ammettere. A distanza di due anni dalle sue malefatte, di ritorno dal piano a cavallo, cadde due volte rovinosamente davanti alla chiesa procurandosi gravi ferite.
Qualcuno spera che qualcosa di simile accada ancora a chi ha rubato quei due bei angioletti di marmo dalla chiesa.
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