Sicurezza
Poggio all’Agnello, tante case private
Con i voti del Pd il consiglio ha dato il via alla trasformazione del 40% del complesso turistico in appartamenti da vendere
PIOMBINO. Approvato l’iter per modificare la destinazione d’uso di buona parte della Rta di Poggio all’Agnello.
Con i voti del Pd (assenti gli alleati Spirito libero e Sinistra per Piombino), il consiglio comunale ha dato il via alla variante con cui l’Immobiliare Milanese potrà trasformare il 40% del complesso turistico ricettivo di Populonia in 108 appartamenti destinati alla vendita.
Al momento del voto Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) è uscito dall’aula mentre Un’altra Piombino, Cinque stelle, Rifondazione e la lista Forza Italia-Ferrari sindaco hanno bocciato l’operazione. Senza appello.
La proprietà ha motivato la richiesta con motivi economici. Perdite di gestione e una situazione finanziaria deficitaria. In cambio del nulla osta rinuncerebbe, in caso di vittoria del ricorso presentato al Tar, all’indennizzo (la richiesta è di 9 milioni) dopo che è svanita la possibilità di un accesso esclusivo al mare di Baratti per gli ospiti del complesso.
Il ricavato degli appartamenti verrebbe finalizzato al risanamento dei conti e, afferma l’immobiliare, al mantenimento dei 62 occupati attuali. Un diktat, secondo le opposizioni da cui sono arrivate contestazioni nel merito. A partire dal personale. Buona parte - si è detto - destinato a rimanere fuori. Perchè, con le seconde case, le necessità sarebbero sensibilmente ridotte.
Rilievi diversi anche sui bilanci, gravati da oneri finanziari inevitabilmente legati alla consistenza degli investimenti, pari a circa 45 milioni, «e quindi da dover mettere nel conto fin dal primo momento». La cosiddetta gestione caratteristica,invece, offrirebbe risultati molto meno preoccupanti.
Per le minoranze, Piombino ha bisogno di strutture ricettive mentre la politica delle seconde case non garantirebbe risultati positivi dal punto di vista turistico. Quel punto di vista alla base del piano di recupero dell’ex complesso agricolo.
Tra i motivi del no, quello del non cedere ai ricatti e di non fare favori “ad aziendam” che costituirebbero precedenti replicabili. Innestando una reazione a catena che aprirebbe le porte alla speculazione edilizia.
«Con questo atto abbiamo voluto soprattutto scongiurare la chiusura di questa attività che rappresenta un grande valore aggiunto sul nostro territorio», ha detto l’assessore Carla Maestrini, ricordando subito dopo il contributo straordinario (pari a circa un milione e 400 mila euro) previsto dalla legge. A parziale scomputo, l’immobiliare realizzerebbe una nuova viabilità «liberando l'abitato di Populonia stazione dal traffico diretto a Poggio all'Agnello».
La replica del PD, con Bruna Geri, si è incentrata sull'importanza «di un intervento edilizio sostenuto da una cordata economica importante. C'è una richiesta di cambio d'uso in quota parte che è prevista dalla legge e che non contiene modifiche volumetriche. In questo modo si risolve un problema di traffico veicolare vissuto pesantemente dagli abitanti. Dobbiamo dare risposte assumendoci delle responsabilità. E questa ci sembra la risposta più equilibrata e giusta per il bene comune».
La delibera rimarrà in pubblicazione per 60 giorni, poi potrà tornare in consiglio comunale per l’adozione. (v.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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