Lutto
Fanno deviare un treno per far salire un disabile
Quattro persone con buona volontà, ma anche tanti disagi per una carrozzina Tutto perché gli ascensori ancora non funzionano: manca la firma del collaudo
CAMPIGLIA. È stato necessario deviare un treno, per farlo arrivare al binario due, anziché al binario uno. E ci sono volute quattro persone perché Vincenzo, un uomo disabile di 74 anni che viaggiava con la nipote, potesse salire. Tutto questo per via di ascensori non messi in funzione.
Siamo alla stazione di Campiglia Marittima, ieri mattina intorno alle 7,30. Vincenzo deve percorrere la tratta Piombino-Napoli, per la quale è previsto un cambio a Campiglia.
La struttura ferroviaria dispone dei servizi necessari alla mobilità dei disabili. Possiede cioè un carrello apposito, in grado di aiutare le persone diversamente abili a salire e scendere dalle vetture.
Ci sono però due problemi. Gli ascensori della stazione non funzionano. O meglio, funzionerebbero, ma non è mai stata apposta la firma sul certificato di collaudo. E ciò li rende inutilizzabili.
Poi c’è la questione del carrello per i disabili: si trova al binario uno e lì rimane, a maggior ragione vista l’inutilizzabilità degli ascensori.
Riscontrate queste difficoltà, il personale di stazione decide di far arrivare il treno che avrebbe dovuto prendere Vincenzo per andare a Napoli al binario due, anziché al binario uno. Questo perché il convoglio da Piombino arriva sul tre, che è sulla medesima banchina del due.
In questo modo Vincenzo non è costretto a superare i binari, cosa che si sarebbe dimostrata piuttosto difficile senza ascensore e senza passerelle sulle rotaie. Queste ultime sono state infatti tolte durante i recenti lavori di ristrutturazione, che hanno comportato anche un innalzamento dell’altezza dei marciapiedi.
Una volta arrivato a Campiglia, Vincenzo deve prendere il suo treno per Napoli.
Ma, appunto, il carrello per poterci salire è bloccato al binario uno. Quindi viene issato sulla vettura da quattro persone: un agente della polizia ferroviaria, un ferroviere e due operai della ditta che svolge i lavori sul luogo. Uno di loro si posiziona sulle scalette del treno e lo tira su di peso, con l’aiuto di altre tre persone che spingono dalla banchina.
Alla stazione di Campiglia ci dicono che non è la prima volta che accade un fatto simile. In passato è capitato che una persona abbia dovuto portare in braccio un passeggero, per permettergli il transito dal binario due al binario uno.
E il disagio non colpisce unicamente i disabili, chiama in causa anche chi si muove con bagagli pesanti al seguito.
La ditta che ha realizzato i lavori alla stazione di Campiglia è la Salcef Group. Abbiamo tentato di parlare con un responsabile, ma non abbiamo ricevuto, per ora, risposta.
Si apprende da altre fonti, però, che per diventare operativo all’ascensore mancherebbe unicamente la firma di un ingegnere di Ferrovie dello Stato sul foglio del collaudo.
Il Comune di Campiglia, da parte sua, fa sapere che la questione riguarda Fs e non chiama in causa in alcun modo l’amministrazione, la cui competenza in materia si limita unicamente alla concessione di eventuali permessi, in quanto la stazione si trova sul territorio comunale.
Claudia Guarino
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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