Gioco
Ecco Farthan, consorzio di aziende pronte ad affiancare Aferpi
PIOMBINO. Un consorzio di aziende, nato per poter dialogare, come unico interlocutore esperto in diversi ambiti, con tutte quelle realtà che hanno deciso di investire nei territori della Val di...
PIOMBINO. Un consorzio di aziende, nato per poter dialogare, come unico interlocutore esperto in diversi ambiti, con tutte quelle realtà che hanno deciso di investire nei territori della Val di Cornia e della provincia di Livorno. Compresa Aferpi. Una realtà che mira a favorire, prima di tutto, l'impiego di lavoratori della zona.
Ecco che cos'è Farthan, società consortile che punta sul connubio tra diciotto aziende locali, operanti nei settori siderurgico, industriale, delle bonifiche e della portualità, e realtà di più ampio respiro, come i gruppi Innovatec e Waste Italia. L'idea è quella di contribuire alla rinascita di un territorio che è stato duramente colpito dalla crisi. E di farlo puntando sull'impresa, considerata un punto di riferimento, e sull'aumento dell'occupazione.
Ma, in concreto, di che tipo di progetti si occuperà il consorzio?
«L'intenzione è guardare sia alla Val di Cornia, in particolar modo a Piombino, con il suo porto e l'area dell'ex Lucchini, che alla zona del porto di Livorno», dice Marco Valtriani, direttore della Confederazione Nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa.
«Le idee sono tante - aggiunge Flavio Raimondo, direttore di Farthan- ma procediamo passo dopo passo, perché se ci apriamo a ventaglio su più temi rischiamo di non concretizzare niente».
E il primo passo riguarda proprio l'area dell'ex Lucchini. «Abbiamo avuto contatti con Aferpi - dice Flavio Raimondo -. Stiamo aspettando che partano con i lavori più grandi, noi speriamo che inizieranno tra settembre e ottobre. Chiaramente ci sarà una gara. E gli obiettivi sono partecipare e vincerla».
Il consorzio punta a ottenere la guida di alcuni dei lavori che ruoteranno attorno all'area dell'ex acciaieria quindi. E si aspetta che Aferpi scommetta sull'utilizzo della manodopera locale.
«Noi desideriamo qualcosa di importante per questo territorio - sottolinea Marco Valtriani -. Le imprese hanno sofferto e stanno soffrendo ancora. E ci auguriamo che ci sia un occhio di riguardo anche all'imprenditoria locale».
Ex Lucchini, ma non solo. L'auspicio è che nascano diversi progetti di lungo periodo. «Le realtà che investono in Val di Cornia dovrebbero guardare alle imprese locali - ribadisce Flavio Raimondo -. Ma non solo, tali imprese dovrebbero servirsi di personale della zona. E questo deve essere un processo a lungo termine. Deve essere cioè, in grado di radicarsi».
Il consorzio guarda al territorio anche attraverso investimenti precisi. Una parte dei suoi utili infatti, deve essere re-investita per scopi sociali. Per iniziative, cioè, da concordare con gli enti pubblici, riguardanti progetti di riqualificazione di piazze, scuole e strade oppure per la nascita di musei o strutture legate alla cultura. In questo senso ha preso avvio un progetto con il Comune di Piombino, che prevede anche la partecipazione di Regione Toscana, CNR e Università di Pisa. Si tratta della creazione di un museo, nell'ambito di un'iniziativa relativa all'architettura industriale.
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