Italia
L’appello del preside Fazio «Una vera scuola albergo»
Il dirigente del Foresi chiede risorse per rilanciare l’istituto agli enti e alle imprese «All’Elba serve una struttura d’eccellenza, invece mancano anche piatti e pentole»
PORTOFERRAIO. Una scuola alberghiera all’altezza dei suoi 70 allievi e 20 insegnanti, in un’isola da 3 milioni di presenze annue. È quanto chiede Enzo Giorgio Fazio, preside del Liceo Foresi e dell’istituto alberghiero di Portoferraio, che lancia un appello per il miglioramento delle strutture della scuola e spera in una nuova era per i corsi dell’alberghiero di Concia di Terra.
L’evento dell’apericena di mercoledì scorso, organizzato nell’area di fronte all’istituto Brignetti, è servito proprio a lanciare un deciso appello, in un ricevimento che ha dimostrato le capacità di 18 studenti e 4 docenti. «Ho cercato di far capire alla società elbana – ha detto il dirigente scolastico dell’Isis Foresi – che occorre un futuro diverso a questo tipo di formazione, strettamente connessa all’economia turistica dell’isola. C’è da rinnovare le nostre attrezzature e puntare alla creazione di una scuola-albergo di qualità. E abbiamo bisogno anche di contributi». Il preside Fazio è stato ascoltato da circa 200 persone presenti, tra cui il sindaco Mario Ferrari, il suo vice Roberto Marini, l’assessore Laura Berti, e quindi Massimo De Ferrari, presidente dell’associazione albergatori, imprenditori isolani, esponenti del Cna, sindacalisti, genitori e personale dell'istituto.
«È importante aver coinvolto i consigli di istituto di tutta l’isola, grazie alla nostra presidente Cristina Rovi. Un plauso a Marianelli e alle famiglie per il sostegno – ha proseguito Fazio – Dobbiamo creare una struttura formativa di eccellenza in sinergia con gli enti locali pubblici e privati e la realtà economica isolana. Ora invece non abbiamo nemmeno piatti e pentole a sufficienza».
«Prendo a cuore questa iniziativa – ha promesso il sindaco della città medicea Mario Ferrari – mi farò portavoce con i miei sette colleghi. L'isola deve avere una scuola-albergo potente, redditizia, capace di sfornare specialisti del comparto turistico, con staff elbano, di cui alberghi, ristoranti, bar e altre strutture hanno estrema necessità. Si potrebbe attuare una scuola-albergo, in qualche hotel dismesso. Da settembre possiamo tentare».
E sulla stessa lunghezza d'onda Tiziano Nocentini, manager del Conad. «Ho detto al preside di presentare un progetto anche alla Fondazione Elba che può contribuire ad attuare queste innovazioni – spiega – Una scuola di valore elevato in tale settore ci vuole».
Una voce importante in tale contesto è quella del noto chef Alvaro Claudi, docente nell'istituto: «La scuola o si rilancia o si chiude – ha detto – Dobbiamo, come avveniva nel passato con i corsi professionali alberghieri regionali, fare l’azione formativa in un albergo. Airone, International, Desirée, furono sedi dei corsi. Puntiamo a qualcosa di grande come l'Artusi di Chianciano, una scuola-albergo che ha iscritti provenienti da 22 nazioni del mondo. L’Elba deve realizzare tutto questo se vuole essere al passo coi tempi e preparare giovani al massimo della qualità. Intanto da settembre, con Mirko Lanari chef del Belmare, mio ex allievo, coordineremo incontri dei cuochi isolani con gli studenti per dei momenti formativi».
Per aiuti economici, quelli ministeriali non bastano (Iban IT 41E010307074 0000001795018 del Mps).
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