Attenzione
Ticciati e l’asilo nido «Il servizio è caro per i redditi più alti»
La difesa dell’assessore dall’attacco di Comune dei Cittadini «Le tariffe qui sono state calibrate in base all’Isee»
CAMPIGLIA. «Facciamo chiarezza sulle tariffe del nido, il servizio del comune di Campiglia viene pagato in base all’Isee e malgrado le nascite siano in calo non sono in calo le domande di iscrizione». L’assessora alle politiche sociali Alberta Ticciati interviene per fare chiarezza su quanto affermato dal Comune dei Cittadini in merito al servizio del nido offerto dall’amministrazione comunale di Campiglia alle famiglie.
«Se il Comune dei Cittadini avesse la bontà e la volontà di approfondire i dati che utilizza a sostegno delle proprie tesi – dice – si renderebbe conto che quanto affermato è errato. Il Comune di Campiglia Marittima per il servizio del nido fissa si cifre più alte a chi ha di più, ma scagliona la tariffa in più fasce intermedie, permettendo così a chi ha meno di pagare meno, anche rispetto agli altri Comuni. Per noi questa si chiama equità. Chi ha di più paga di più, chi ha meno paga meno. Le tariffe del servizio so no calibrate in base all’Isee – sottolinea Ticciati – È una scelta politica della quale vado fiera. Ancor più priva di senso e superficiale, mi perdoneranno la schiettezza, è la deduzione secondo la quale il basso tasso di natalità a Campiglia sia da riferire al servizio offerto dal Comune alle famiglie. La bassa natalità è un tema importante e preoccupante per l’Italia e non è certo ascrivibile a Campiglia, anzi. Anche se ci limitiamo ad osservare i Comuni limitrofi ci rendiamo conto che si chiudono sezioni esistenti, se non strutture complete, in alcuni Comuni si fatica addirittura ad aprire anche una singola sezione di nido, mentre a Campiglia ad oggi nonostante anni di forte crisi economica, di calo demografico e di natalità, non vi sono state né chiusure, né riduzioni del servizio e il Comune continua a gestire direttamente le attività estive. Altresì, a fronte di un numero minore di bambini e del contesto socio-economico tutt'altro che positivo – aggiunge – la domanda del servizio da parte delle famiglie anziché diminuire si è mantenuta costante, sintomo dell’utilità e della soddisfazione per questo servizio. A tal proposito ricordo che quest’anno abbiamo distribuito questionari per rilevare la qualità percepita dalle famiglie e la soddisfazione sia delle strutture e degli spazi, sia dei professionisti che gestiscono i Nidi ed il risultato è stato molto positivo. Tengo a ricordare, poi, che Campiglia ha più posti disponibili rispetto agli altri Comuni e ogni anno li “occupa” tutti, con una percentuale di oltre il 50% di bambini che usufruiscono del servizio, quando gli standard europei ottimali stabiliti dalla conferenza di Lisbona in materia individuano il 33%. Pertanto, sebbene rispetti il ruolo delle opposizioni e la loro libertà di sollevare temi o criticità – conclude Ticciati – mi permetto di dire che l’analisi strumentale dei dati non aiuta la causa di nessuno, tanto meno è utile per migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini».
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