Il dolore
Portata a terra la barca affondata
Operazione di Capitaneria e Ormeggiatori: il natante era finito contro gli scogli a Prunini
PORTOFERRAIO. Ci sono voluti dei giorni, a causa delle condizioni meteo e per un problema tecnico che ha complicato la rimozione e il trasporto dello scafo. Ma, in queste ore, la Capitaneria e gli Ormeggiatori di Portoferraio, coadiuvati dal subacqueo Diatto, hanno portato a terra e depositato ai cantieri Esaom la barca a vela di 11 metri che era andata a finire contro gli scogli di Prunini la scorsa settimana e, quindi, affondata in un tratto di basso fondale nella zona del Grigolo, durante il trasporto verso Portoferraio.
Il fatto. L’incidente risale al 23 maggio scorso. Un turista di 50 anni, appena rientrato in zona Prunini a bordo del tender, ha trovato la sua barca a vela di 11 metri che, spinta dal forte vento, veniva trascinata pericolosamente verso gli scogli.
Ha provato a salvare la barca ma è finito per restare ostaggio del mare, rimanendo su uno scoglio in balia delle onde. In quel caso solo il coraggio degli operatori della guardia costiera e in particolare del comandante della motovedetta Cp 553 Riccardo Taurelli, che non esitò a gettarsi in mare, e le cure del pronto soccorso di Portoferraio (l'uomo era in ipotermia) gli salvarono la vita.
Il turista fu trascinato sulla motovedetta della Capitaneria, un’impresa non certo semplice viste le condizioni del mare, con le onde che frangevano con violenza sugli scogli.
L’abilità da nuotatore di Taurelli ha fatto in quel caso la differenza. Ma per la barca non ci fu niente da fare. Le condizioni del mare impedirono un intervento immediato, tanto che l’imbarcazione restò impigliata sugli scogli.
Il recupero fallito. Nelle ore successive la Capitaneria e gli Ormeggiatori con l’ausilio del subacqueo Diatto sono intervenuti per mettere in sicurezza lo scafo, gravemente danneggiato sia all’opera viva che all’opera morta, con falle che ne impedivano la navigazione. La barca, svuotata di carburante e non pericolosa dal punto di vista ambientale, fu trascinata verso Portoferraio, fino a quando un problema tecnico ad uno dei palloni gonfiabili (che ne garantivano il galleggiamento) ha complicato l’operazione. A questo punto la Capitaneria e gli Ormeggiatori hanno deciso di lasciar affondare lo scafo in un tratto di basso fondale, rimandando l’operazione di recupero a giorni con condizioni meteo più favorevoli.
Il tentativo riuscito. Il nuovo tentativo è andato in scena lunedì scorso. Il subacqueo e gli ormeggiatori hanno sistemato di nuovo i palloni gonfiabili intorno alla scafo e hanno fatto riemergere la barca a vela rimasta per giorni sul fondale a poca distanza dal Gricolo. L’imbarcazione è stata trainata dalla barca degli Ormeggiatori di Portoferraio sotto la supervisione della Capitaneria di porto di Portoferraio ed è stata portata a terra, all’interno del cantiere navale Esaom. I danni riportati in seguito all’incidente sono evidenti sullo scafo.
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