Attenzione
Piante attaccate dalla Lymantria
Vicino all’abitato il primo lancio del prodotto biologico antagonista
RIO NELL'ELBA. I primi interventi per debellare il "Lymantria dispar”, il lepidottero che si nutre di piante e in genere attacca gli alberi di sughero e lecci, sono iniziati sulle piante che si trovano nelle immediate vicinanze del paese. E il prodotto biologico fitosanitario "Dipel", a base di bacillus thuringiensis var. kurstaki, è stato irrorato sul fogliame con una pompa a mano.
Una scelta suggerita dal Parco nazionale dell'arcipelago toscano che, in stretta collaborazione con l'amministrazione comunale di Rio nell'Elba, il Corpo Forestale dello Stato, Provincia di Livorno e con la consulenza dell'Istituto fitosanitario della Regione Toscana (che finanzia l'intervento), è stato messo in essere allo scopo di verificare il tipo di impatto che i prodotti fitofarmaci avranno con il resto della vegetazione e delle altre piante che sono nei pressi di quella trattata.
Se queste non subiranno o non avranno alcun problema, allora si passerà a effettuare lanci su più vasta scala. Chi sta intervenendo per ora in zone ben distinte dell'isola (sono inoltre investite dal fenomeno anche Portoferraio, Porto Azzurro, Rio Marina e Capoliveri) è il personale dell'Unione dei Comuni montani delle Colline metallifere. I danni sono ben visibili. Questo micidiale bruco attacca le foglie principalmente del leccio, riducendo i rami senza più fogliame. Bisogna anche dire che il bruco defogliatore è estremamente polifago. Proviene dall'Asia e dall'Europa. E ha trovato terreno fertile nelle zone del territorio di Rio Elba e sulla costa nord dell'Isola. Difatti a dare l'allarme dell'azione devastante del lepidottero è stato proprio il sindaco di Rio nell'Elba Claudio De Santi, che ha segnalato la cosa a tutte le istituzioni competenti. «Desidero portare a conoscenza dei cittadini - ha aggiunto il sindaco Claudio De Santi - che il trattamento usato è a base di un prodotto biologico innocuo sia per l'uomo e sia per gli animali e anche per l'entomofauna utile, come le api. Nonostante ciò è opportuno che durante il trattamento le persone non rimangano esposte. L'azione del prodotto, che viene ingerito dalle larve insieme alle foglie di cui si nutrono, si dispiega in poche ore, mentre il prodotto non ingerito - conclude il primo cittadino - viene degradato dalla luce solare nell'arco di due-tre giorni dalla sua distribuzione senza lasciare residui".
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