La manifestazione
Metro gremito per il ministro Boschi
Protesta del fronte del no e di un gruppo di risparmiatori di Banca Etruria, slogan e offese agli esponenti politici
PIOMBINO. Al Metropolitan è scesa una grande commozione quando si è diffusa la notizia della morte di Stelio Montomoli, storica figura del Pd, a cui è stato tributato un grande applauso da parte del pubblico durante il ricordo che ne ha fatto il segretario dei Democratici, Valerio Fabiani.
Ieri nel teatro gremito per il via alla campagna referendaria toscana del Pd per il sì col ministro delle riforme, Maria Elena Boschi, c’erano tra gli altri il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, il sindaco Massimo Giuliani, il consigliere regionale Gianni Anselmi, l’onorevole Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato.
E’ stato Enzo Polidori, sindaco nel 1979, all’epoca della visita di Nilde Iotti in città, a scaldare il Metropolitan, quando ricordando che ieri sarebbe stato il settantaduesimo compleanno dello storico Ivan Tognarini, scomparso nel 2014, ha lanciato la sua proposta: «Ivan ha fatto tantissimo per la nostra città (i suoi studi hanno contribuito a portare a Piombino prima la medaglia d’argento e poi quella d’oro al valor militare ndr), e io sarò il primo firmatario della proposta di intitolargli una via».
Applausi per lui anche quando ha ricordato il suo incontro con la Iotti il 9 settembre del 1979, che gli anticipò il senso del discorso che di lì a poco avrebbe tenuto in piazza sulla necessità di abbandonare il bicameralismo perfetto: «Il monocameralismo – ha sostenuto Polidori – è sempre stato nel nostro dna. Spero che Piombino, come ha sempre fatto nelle battaglie di civiltà e di progresso, porti il suo contributo alla vittoria del sì al referendum».
Intanto il comitato “Salviamo la Costituzione”, per il no al referendum di ottobre, aveva riunito un centinaio di persone in piazza Gramsci. La manifestazione è durata un paio di ore, presenti associazioni e forze politiche, tra cui Sel, M5S, Prc, Comunisti italiani, liste civiche, il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi.
Uno dei promotori dell’iniziativa, l’ex sindaco di Suvereto Rossano Pazzagli, ha ribadito le ragioni del No «a una riforma che destruttura il Parlamento e riduce la sovranità popolare». Pazzagli ha anche espresso «disappunto per queste iniziative del Governo sulla Costituzione, perché rischiano di dividere il Paese sulla carta fondamentale che invece deve rimanere sempre patrimonio di tutti».
La protesta contro il Governo e la Boschi è stata inscenata da una trentina di risparmiatori della Banca Etruria, provenienti da Vinci che, rimasti fuori, per un paio d’ore non hanno mai interrotto i cori antigoverno: «Ladri, vergogna, rivogliamo i nostri soldi», solo per citare alcuni degli slogan. Sono intervenuti i celerini per costituire un cordone, ma non ci sono stati tentativi di forzare il blocco anche se la manifestazione, pochi minuti prima dell’arrivo della Boschi, ha costretto il ministro a entrare da un ingresso secondario.
Al termine dell’iniziativa del Metropolitan ancora slogan e dure proteste del gruppo di risparmiatori di Banca Etruria, a cui si sono uniti alcuni dei partecipanti al sit in di piazza Gramsci che intanto si era sciolto. I politici si sono allontanati rapidamente, mentre dal gruppo si alzavano grida e offese nei loro confronti. (cloz)
ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
