Il Tirreno

Addio Stelio, la città perde un protagonista

di Valeria Parrini

È morto Montomoli, era malato da tempo Una vita tra politica, sindacati e Toremar

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Stelio Montomoli era uno che sapeva farsi ascoltare. Sia che parlasse di politica. Sia che informasse, con apparente tranquillità, della malattia che contrastava da anni.

E’ spirato ieri in ospedale a Villamarina. Fino a qualche giorno prima non nascondeva la speranza di tornare a casa anche stavolta. Magari acciaccato, ma di tornare. Di raccontare di quest’altro duello serrato. E della prossima storia che aveva già in mente.

Politico, sindacalista, attuale presidente Toremar e scrittore. La vita pubblica di Montomoli è scandita da passaggi che ne hanno fatto una figura nota. Non solo a Piombino, dove abitava con la moglie Vittoriana. E con Camilla, la cagnolina meticcia che adorava.

Era nato a Campiglia nel novembre del 1943. Aldo, il padre, ne era stato sindaco Pci a lungo. La sua biografia, era stato l’esordio di Stelio da scrittore. Un impegno proseguito negli anni con almeno una decina di libri. Prevalentemente romanzi.

L’ultimo, «Crociera di Capodanno a Nizza», un giallo, lo aveva presentato nel dicembre scorso. In un locale sul porto, insieme ad un amico, l’armatore Vincenzo Onorato.

La portualità era un tema a cui era appassionato da tempo. Fin da quando era stato eletto segretario della Filt, l’organizzazione che in Cgil si occupa di trasporti.

Era stato in Fiom, però, che aveva mosso i primi passi nel sindacato. Con ciò che significavano quei tempi di passioni e di lotte in una città siderurgica come era Piombino. «E’ stato Stelio a farmi appassionare alla militanza sindacale. Ci ha insegnato molto. E’ una perdita grande per la città e per la nostra organizzazione», afferma il segretario provincialel Fiom, Luciano Gabrielli.

Tempi di passioni e di lotte, si diceva. Quegli stessi elementi di cui Montomoli si era nutrito fin da giovanissimo. Il primo incarico era stato quello di segretario della Federazione giovanile comunista. Poi, il lavoro in Magona e poco dopo il passaggio al Pci come funzionario, alla guida della sezione di fabbrica. I primi palchi in piazza Verdi, di quelle stracolme, Montomoli se li era guadagnati in quella veste. La scaletta dell’intervento in pochi foglietti. E poi l’intervento a braccio.

Dalla sezione di fabbrica il passaggio all’esecutivo della federazione del Pci come responsabile dell’organizzazione. Incarico che riprenderà. Stavolta da segretario del Pds.

Più recentemente, dopo una breve esperienza in Sel, Montomoli era passato al Pd, portandosi dietro un gruppo nutrito di iscritti. Nel maggio del 2012, infine, era arrivato l’incarico di presidente Toremar.

In attesa della cremazione, la salma è stata composta nella sala del commiato della Pubblica assistenza dove resterà anche oggi. Già in tanti si sono stretti a Vittoriana e al figlio Vico, nato da un matrimonio precedente. «Abbiamo chiamato nostro figlio così, ricordando le battaglie dei Viet Cong», raccontava.

A proposito di ideali e di passioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa