Il Tirreno

industria

«Sindacato escluso dalla cabina di regia»

Una manifestazione di lavoratori delle fabbriche piombinesi (foto Paolo Barlettani)
◗
Una manifestazione di lavoratori delle fabbriche piombinesi (foto Paolo Barlettani)

Fim, Fiom e Uilm: almeno diamo per scontato che si siano avviati i percorsi formativi perché per i lavoratori delle ditte la riqualificazione professionale è indispensabile

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. issad Rebrab da lunedì è a Piombino per incontrare gli esponenti di Sms Demag, alle prese con gli ultimi ritocchi al progetto di dettaglio per la fornitura di acciaierie elettrica e treno rotaie, che secondo gli accordi deve essere presentato entro martedì 31 e che nelle attese verrà seguito da Aferpi col via alle gare per le opere civili.

Intanto però si registra la polemica di Fim, Fiom e Uilm, per la mancata convocazione alla cabina di regia del 27 maggio in cui è stato affidato il coordinamento a Edo Bernini, già direttore generale ambiente della Regione.
Il sindacato spiega quindi aver «appreso dalla stampa che si sono riuniti il sindaco, la Regione, l’Autorità portuale e direzione Aferpi per costituire una commissione che ha il compito di avviare velocemente le autorizzazioni per i nuovi insediamenti industriali. Pertanto crediamo che la nuova cabina di regia insediata con il compito di vigilare e coordinare lo smantellamento dei vecchi impianti, abbia adesso un responsabile nominato sul campo».

Così Fim, Fiom Uilm «pur apprezzando tale costituzione organizzativa», si chiedono «come mai il sindacato non sia stato coinvolto. Diamo per scontato che nella riunione sopra citata, i soggetti coinvolti abbiano previsto di avviare percorsi formativi anche per i lavoratori delle imprese, sia quelli ancora dipendenti (Sme, Deca, etc..) che quelli in mobilità e Naspi perché le loro aziende sono già chiuse (TreEmme, Cmti, Harsco, etc..). Oltre alla formazione di questi lavoratori, ci sono anche altre realtà industriali che stanno terminando gli ammortizzatori sociali».

Insomma, il sindacato insiste sul tema della formazione, perché «per garantire un futuro a tutte queste famiglie, a fronte dei possibili nuovi insediamenti produttivi che verranno nel nostro comprensorio, è fondamentale che questi lavoratori siano inseriti in percorsi di formazione adeguati, in grado di riqualificarli professionalmente per i nuovi lavori».

Fim Fiom Uilm si dicono «sempre disponibili a tutte le iniziative mirate a risolvere le questioni sopra citate, pertanto sono pronte a collaborare con la commissione della cabina di regia che si è insediata. Ribadiamo la necessità che vi sia una tutela sociale per tutti in attesa che arrivi il lavoro e su questo, se ancora non avremo risposte, proseguiremo le nostre iniziative come quella fatta recentemente a Roma».

Intanto Fim, Fiom e Uilm annunciano «che la manifestazione regionale con sciopero di 8 ore venerdì 10 giugno per il rinnovo del contratto si svolgerà a Livorno, perché questa città rappresenta uno dei comprensori più duramente colpiti dalla crisi. Il contratto nazionale è un pilastro che tutela e difende coloro che hanno un lavoro ma anche chi oggi si trova in cassa integrazione o Naspi e il lavoro lo deve ritrovare. Il contratto – conclude il sindacato – vuol dire diritti e dignità».

Venerdì 10 il concentramento è previsto alle 9,30 in piazza della Repubblica a Livorno, da Piombino sono previsti bus per raggiungere il luogo di ritrovo. Il sindacato chiede dunque a chi vuol partecipare di comunicare la propria adesione alle Rsu o nelle sedi di Fim, Fiom, Uilm entro le 12 di mercoledì 8 giugno.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa