Il Tirreno

Boschi il 2 giugno al Metro con la mente a Nilde Iotti

Boschi il 2 giugno al Metro con la mente a Nilde Iotti

Polidori, sindaco nel 1979, ricorda il colloquio con la presidente della Camera «Mi disse basta col bicameralismo perfetto e con 1000 parlamentari»

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PIOMBINO. Non è stato solo il ricordo di quello conosciuto come “Il discorso di Piombino” di Nilde Iotti nel 1979 a far scegliere la nostra città come sede per il via alla campagna “La Toscana dice sì” (2 giugno, 16,30 al Metropolitan col ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi), ma certo quell’episodio dimenticato ha aiutato il Pd nel tentativo di spiegare come la spinta alla riforma della Costituzione non sia un’esigenza dell’ultim’ora nel centrosinistra, visto che addirittura faceva già parte del patrimonio politico del Pci.

Potendo citare appunto – in un periodo fecondo per le appropriazioni postume del pensiero di grandi personaggi – il discorso che l’allora presidente della Camera pronunciò il 9 settembre del 1979 quando consegnò la medaglia d’argento al valor militare a Enzo Polidori, allora sindaco e poi deputato per due legislature.

La Costituzione, disse la Iotti quel giorno in piazza Verdi, andava cambiata per ridurre il numero dei parlamentari e trasformare il Senato in una camera delle autonomie. Secondo il suo portavoce, Giorgio Frasca Polara (che sarà il 2 giugno al Metro con Dario Parrini, il costituzionalista Stefano Ceccanti ed Enzo Polidori), negli appunti presi quel giorno per il suo discorso scrisse: «Basta con questo assurdo bicameralismo perfetto, unico nel mondo e causa di ritardi. Basta con mille parlamentari, quanti ne ha la Cina, ma loro sono un miliardo e trecento milioni. Federalismo istituzionalizzato, trasformando il Senato in Camera delle regioni e dei poteri locali: perché il Senato non potrebbe essere come il Bundesrat tedesco?».

C’era dunque anche Enzo Polidori ieri mattina alla conferenza stampa con cui il segretario Valerio Fabiani (con i vice Carla Maestrini e Francesco Lolini) ha presentato l’iniziativa del 2 giugno, spiegando che partire da Piombino col ministro Boschi nella campagna toscana per il sì al referendum di ottobre «in fondo è l’attestazione di come nella nostra città il rinnovamento si è praticato e non solo predicato, perché il “Modello piombino” di cui si è parlato negli ultimi tempi è un po’ anche questo oltre alla capacità di affrontare tutti insieme i problemi».

«Sono stato testimone di una cosa inattesa - ha raccontato Polidori – La Iotti mi chiese di vederci mezz’ora prima dell’inizio delle celebrazioni. Non sapevo perché, dissi di sì e lo scoprii al mattino: presente Frasca Polara, la Iotti mi fece vedere gli appunti e spiegò che sul palco avrebbe parlato di riforma della Costituzione e di monocameralismo. Mi chiese cosa ne pensavo, considerando forse che era qui per un altro motivo. Le dissi che ero d’accordo, nel Pci del resto questa era una tesi prevalente, il centro vero della politica era la Camera. Anche per questo sono convinto che quella di oggi è una polemica artificiosa». (cloz)

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