Sicurezza
Vent’anni di Parco «Una giornata storica»
Al De Laugier i protagonisti del lungo cammino dell’ente
PORTOFERRAIO. Dal 1996 al 2016. Il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano ha compiuto i suoi primi vent’anni di vita e per celebrare la ricorrenza il presidente Giampiero Sammuri ha deciso di richiamare tutti coloro che, a vario titolo, sono stati protagonisti del percorso ventennale.
Un cammino iniziato in salita, vista l’accoglienza non certo benevola di tanti residenti dell’arcipelago toscano preoccupati per l’insediamento di un ente che, in qualche modo, avrebbe limitato la libertà degli abitanti. Eppure in vent’anni il Parco si è fatto conoscere ed è lentamente diventato, non senza alti e bassi, un ente chiave per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo socio-culturale dell’isola. Tra «consuntivi», per dirla con le parole del presidente della Comunità del Parco Gaetano Guarente, testimonianze e obiettivi futuri, la festa andata in scena ieri al centro De Laugier di Portoferraio ha visto come protagonista chi, il Parco, lo ha costruito fin dalle sue fondamenta. Dal primo presidente Giuseppe Tanelli fino all’era, iniziata quattro anni fa, targata Sammuri. Presenti al convegno di ieri le autorità civili e militari (per la Capitaneria il direttore marittimo della Toscana Vincenzo De Marco, per la Forestale il capo del Ram Aurelio Caligiore). Presente una rappresentanza di vertice del ministero dell’ambiente, con il sottosegretario Silvia Velo, il direttore generale Maria Carmela Giarratano e Silvio Vetrano. Per la Regione ha partecipato il consigliere regionale Gianni Anselmi, mentre a fare da padrone di casa è stato il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, che non ha esitato a ricordare l’avvio complicato del percorso del Parco dell’Arcipelago toscano, pur evidenziando «l’attuale clima di collaborazione» del nuovo ente. L’incontro pubblico è iniziato con un suggestivo firmato che, passo dopo passo, ha ripercorso tutte le tappe della vita del Parco. Dalla sua istituzione del 1996, fino ai giorni d’oggi segnati da obiettivo importanti come l’istituzione del campo boe a Pianosa e la riapertura al pubblico del castello del Volterraio dopo il restauro.
Gli amministratori del Parco che si sono succeduti negli anni e che hanno partecipato all’incontro pubblico di ieri sono Giuseppe Tanelli, Nino Martino, Aldo Cosentino, Silvio Vetrano, Angelo Banfi, Ruggero Barbetti, Emilio Brogi, Giuseppe Nerio Carugno, Massimo Avancini, Franca Zanichelli, Giampiero Sammuri e Gaetano Guarente.
«Sono d’accordo sul fatto che quella di oggi sia una giornata storica – ha spiegato Silvia Velo – ho iniziato la politica attiva nel 1995 e mi ricordo proprio che uno dei temi di livello nazionale dibattuti all’epoca era proprio l’istituzione del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Mi ricordo che nelle fila di quello che allora era il Pds fu particolarmente attivo sull’argomento Fabio Mussi. Ricordo anche il clima pesante che fu vissuto agli inizi del cammino del nuovo ente, fu una battaglia sociale e culturale notevole. E il risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti, i dati ci parlano di un Parco che porta valore economico e non solo all’arcipelago». Gianni Anselmi, in rappresentanza della Regione, ha spiegato come il Parco è importante per il territorio, in quanto non è espressione «di un settarismo di ambientalisti, ma è diventato un ente che sa dialogare con tutte le articolazione del territorio». Chi, il Parco, lo ha vissuto fin dal primo giorno è Ruggero Barbetto. Sindaco nel 1996 e sindaco oggi (Barbetti è stato anche commissario del Parco): «L’inizio del percorso fu complicato anche perché il territorio e i sindaci non furono coinvolti in alcun modo nel’istituzione e nella perimetrazione del Parco, ora l’aria è cambiata».
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