Il Tirreno

Le nuove case sperimentali tra erbaccia e spazzatura

di Francesca Lenzi
Le nuove case sperimentali tra erbaccia e spazzatura

A un anno dalla consegna l’incuria è evidente. Proteste e rimpalli di competenze L’assessore: «Interverremo con Casalp, ma la cura del verde spettava ai residenti»

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PIOMBINO. Erba alta, spazzatura e generale paesaggio di incuria. Non è passato neppure un anno dalla consegna degli alloggi popolari davanti a via della Pace che già il quadro è ben lontano dai propositi ambiziosi legati a un complesso residenziale di livello, dotato di dispositivi nell’ambito dell’energia sostenibile.

A cinque anni dall’inizio del progetto, costato sei milioni e avviato dal Comune di Piombino grazie a finanziamenti ministeriali, i 60 alloggi popolari furono consegnati lo scorso giugno ad altrettante famiglie, che pagano dai 40 ai 250 euro mensili per appartamenti che vanno dai 40 ai 78 metri quadrati.

Appartamenti sperimentali ad alto risparmio energetico, finanziati con il programma Contratti di quartiere (programmi di riqualificazione urbana che utilizzano finanziamenti pubblici e privati per il risanamento ambientale e sociale dei quartieri di edilizia residenziali), provvisti di riscaldamento centralizzato con caldaia a condensazione modulante e pannelli radianti sotto il pavimento, pannelli solari termici, impianto fotovoltaico per l’alimentazione delle utenze condominali, e quant’altro.

Insomma, un complesso residenziale, quello costruito di fronte a via della Pace, dotato di ogni comfort nell’ottica dell’energia sostenibile e del risparmio.

Purtroppo, soprattutto il risparmio è stato preso alla lettera, tanto che nessuno taglia l’erba e l’impianto di irrigazione non è mai stato allacciato.

«In realtà l’anno scorso, ad agosto, l’erba fu tagliata da noi condomini - afferma un residente - Lo stesso abbiamo fatto circa un mese fa sul verde esterno, di fronte agli ingressi. Il problema è l’erba cresciuta nell’area interna».

Erba che raggiunge il metro e mezzo d’altezza, dando l’idea di una specie di giungla incolta nell’area interna del complesso residenziale.

«Lì dentro ci sono topi e animali di ogni tipo - spiegano alcuni condomini - oltre, e qui parliamo di inciviltà anche da parte di qualche residente, bottiglie e sacchi della spazzatura. La situazione andrà anche peggio con l’estate, quando saremo costretti ovviamente a tenere aperte le finestre. Alcuni di noi avevano anche proposto una sorta di autotassazione per risolvere la questione personalmente - proseguono gli inquilini - ma non tutti erano d'accordo. Una soluzione valida potrebbe essere il pagamento di una piccola quota in bolletta per il servizio, anche perché è un peccato vedere un simile spettacolo quando negli appartamenti non ci manca nulla. Abbiamo chiamato più volte sia Comune che Casalp; alla fine non sappiamo neppure chi dovrebbe occuparsene, visto che si rimpallano il problema».

Se l’area interna ha quindi l’aspetto di una foresta intricata con la crescita incontrollata di vegetazione spontanea, dentro la quale campeggiano qua e là tubi per l’irrigazione mai collegati, il “prato” davanti agli ingressi in via Ischia ospita porzioni di giardini coltivati.

«Alcuni di noi hanno pensato di seminare qualche pianta - spiega una residente - Abbiamo messo diverse piantine, le abbiamo recintate e le annaffiamo ogni giorno, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Purtroppo l’area interna è troppo grande e l’erba troppo alta per risolvere da noi».

A chiarire responsabilità e competenze è l’assessore al sociale, Margherita Di Giorgi: «Gli accordi iniziali prevedevano che la cura del verde fosse gestita dagli stessi condomini - afferma l’assessore - In realtà questo non è mai avvenuto, così adesso stiamo verificando con Casalp l’opportunità di intervenire congiuntamente. Quanto all’impianto di irrigazione, effettivamente non è mai stato attivato; anche in questo caso c’è il proposito da parte di Casalp di completarlo, secondo le possibilità economiche che purtroppo sono sempre meno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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