Il Tirreno

Minori non accompagnati, verso una proroga del progetto

Attualmente “L’appartamento per l’autonomia” accoglie cinque ragazzini arrivati da Mali e Gambia accomunati dall’esperienza terribile della traversata e dalla detenzione nei campi libici

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PIOMBINO. Se la Regione approverà, sarà prorogato di un anno il progetto di housing sociale “Appartamento per l’autonomia”. Un progetto che consente di accogliere cinque minori arrivati in Italia senza familiari. Sapete come.

Attualmente la struttura ospita quattro ragazzini del Gambia e uno del Mali. Hanno in comune l'esperienza di un viaggio terribile. E del soggiorno nei centri di detenzione libici. E' quella che ricordano con maggiore sofferenza.

A 18 anni e un giorno, salvo proroghe che in qualche caso vengono concesse fino ai 21 anni, dovranno lasciare questa situazione protetta - non semplicemente assistita - ed essere catapultati nei centri veri e propri. Con prevedibili effetti boomerang sul livello di relativa serenità acquisito. E nonostante i ragazzini siano preparati dagli operatori a questa inevitabile conseguenza della maggiore età.

Una soluzione cuscinetto tra le due fasce anagrafiche potrebbe attutire il trauma. Al momento è solo un’ipotesi, supportata da significative economie di scala nel caso in cui dovessero essere ospitati altri cinque ragazzi. Cosa del tutto probabile con l’arrivo dell’estate e le conseguenti, ulteriori necessità delle prefetture.

L’«Appartamento per l'autonomia» è realizzato dalla Società della Salute in collaborazione con il Comune. Il progetto si basa sulla promozione di attività che favoriscano l'inserimento sociale e culturale. La Coop Cuore Liburna si occupa di gestire le attività all'interno dell'appartamento dato in affitto da un privato con risorse messe a disposizione da Fondazione Livorno.

I volontari di Samarcanda, inclusi cuoca, psicologa e il mediatore culturale, si alternano al loro fianco. Ventiquattro ore su ventiquattro. Al progetto collabora anche il Comune. Sono compresi l'apprendimento dell'italiano, l'acquisizione della licenza media attraverso le lezioni impartite dal Centro di formazione territoriale permanente, e quella che viene definita una terapia occupazionale, attivata con risorse Asl. Alcuni ragazzi stanno frequentando esercizi artigianali per scoprire qualche trucco del mestiere. Nel frattempo, si danno da fare in cucina e collaborando alla gestione dell’appartamento.

I minori stranieri non accompagnati rappresentano oltre il 10 per cento dei migranti in arrivo via mare nel nostro Paese. Fuggono generalmente da conflitti, emergenze umanitarie o situazioni di grave pericolo. «Il nostro territorio da sempre, come dimostra l'impegno profuso negli anni per i bambini di Chernobyl o del Saharawi, è sempre stato sensibile alle esigenze espresse dai minori in difficoltà», ricordano all’Asl. Da qui la decisione di imboccare la strada.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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