Il Tirreno

Sì al bilancio fra forti polemiche

di Antonella Danesi
Sì al bilancio fra forti polemiche

Il vicesindaco: «Siamo i primi ad abbassare le tasse». Il ragioniere capo Donati: «È monco, mancano molte cose»

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PORTOFERRAIO. Pur tra molte polemiche è stato approvato dal consiglio comunale il bilancio di previsione. È stata bagarre in aula e l' approvazione è stata possibile con i soli voti della maggioranza, dopo l'uscita dei consiglieri di opposizione che non hanno risparmiato dure considerazioni su quanto presentato dalla giunta. «La manovra approvata - ha spiegato il vicesindaco Marini - è caratterizzata dalla diminuzione della pressione tributaria. Risulta evidente dall'approvazione del piano delle tariffe e qui le imprese andranno a pagare meno. E anche i cittadini risentiranno di questa diminuzione. È un piano finanziario destinato ad andare nella direzione dei giovani, nella promozione di questo territorio sia sotto il profilo turistico che per quanto riguarda l'offerta dei beni culturali. Particolare attenzione anche alle scuole dove verranno fatti lavori importanti».

Le polemiche della minoranza secondo il vicesindaco poi fanno parte dei ruoli anche se le considera «tentativi strumentali senza argomenti».

«Comunque a oggi siamo uno dei Comuni italiani che ha approvato il bilancio di previsione, tra i tanti che non lo hanno ancora fatto e Portoferraio da domani può ripartire. Ci piacerebbe sapere quando mai la minoranza Pd, fino a due anni fa al governo di Portoferraio, ha diminuito le tasse. Noi siamo riusciti a farlo nonostante il governo nazionale metta in campo continui tagli a danno delle amministrazioni locali. In comune si amministra e non si manovra». Il bilancio però, come ha fatto presente il dirigente della ragioneria portoferraiese, Luca Donati, durante la presentazione in aula consiliare, presenta alcune importanti carenze. «Questo bilancio - ha spiegato Donati - è carente di qualsiasi previsione, di qualsiasi attività da parte delle aree che continuano ad omettere adempimenti e tempistiche. Devo dire che dal punto di vista tecnico il bilancio sta in piedi, anzi ha ulteriori margini di miglioramento, ma certo mancano molte cose». Alcuni allegati dovevano essere prodotti ma nonostante le richieste non sono mai arrivati sulla scrivania del dirigente della ragioneria. «Ad esempio i bilanci delle partecipate non ci sono, nonostante li abbia sollecitati ripetutamente - ha continuato Donati - manca anche il piano di razionalizzazione, la questione degli arredi, per dirne alcune. Insomma, a corredo di questo bilancio mancano tutti gli elementi che ho indicato io e che ha indicato il revisore».

La struttura dello strumento tuttavia è sana. «L'ente sta bene - ha precisato il direttore della ragioneria - ha un indebitamento molto basso, quindi c'è una prospettiva futura molto favorevole. Ad un certo punto i conti si devono chiudere e si chiudono con quello che si ha, poi ognuno prende le proprie distanze dalle carenze, dalle omissioni e dalle imprecisioni». Si dice comunque tranquillo. «Non lo so se, nel frattempo, tutti gli allegati che mancavano sono stati prodotti. A me non risulta e quindi non so cosa succederà perché non mi sono mai trovato ad approvare un bilancio monco e ad assistere chi non produce cose che sono obbligatorie. C'è da considerare che gli allegati del consuntivo sono molto più pesanti, e il suo esame non è ancora cominciato. Non ci aspettano dei giorni felici se questi sono i comportamenti, visto che il riaccertamento dei residui previsto entro il 20 gennaio ad oggi non è ancora stato posto in essere».

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