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L’Asl: «Confermiamo la sospensione»

L’Asl: «Confermiamo la sospensione»

La direzione si riserva anche di querelare la donna per le dichiarazioni sul “complotto”

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PIOMBINO. Fausta Bonino resterà sospesa fino alla sentenza definitiva. Lo fa sapere l’Asl con una nota di precisazione. Al tempo stesso la direzione sanitaria, attaccata dall’infermiera in una delle sue tante interviste, si riserva la possibilità di querelarla.

Intanto, all’ospedale Villamarina, sono arrivati gli infermieri e i medici del “Rischio clinico”, inviati di rinforzo alla struttura dopo l’ispezione della commissione regionale.

«La Asl Toscana nord ovest - si legge in un comunicato dell’azienda -, in relazione alle recenti notizie in merito ad un eventuale reintegro al lavoro dell'infermiera Fausta Bonino, fa presente che la decisione di mantenere la sospensione della dipendente dopo l'ordinanza di scarcerazione disposta dal Riesame, era stata assunta in virtù delle norme del contratto della sanità, nella parte in cui si regolano i rapporti tra procedimento penale e disciplinare, dove si prevede che “l'azienda o ente, cessato lo stato di restrizione della libertà personale, può prolungare il periodo di sospensione del dipendente fino alla sentenza definitiva” a determinate condizioni tra cui rientrano “fatti tali da comportare, se accertati, l'applicazione della sanzione disciplinare del licenziamento”. A oggi, l'azienda non ritiene di modificare la propria posizione sullo stato di sospensione tenendo conto, come evidenziato anche dal Riesame, del permanere di una gravissima ipotesi accusatoria e della necessità di completamento di accertamenti, anche peritali, che peraltro risultano essere già stati avviati dagli organi inquirenti».

«La direzione dell'Asl inoltre, respinge le ricostruzioni dell'indagata riservandosi la possibilità di eventuali iniziative di tutela rispetto alle dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa e sottolinea che il comportamento tenuto dalla Asl e dagli operatori è sempre stato improntato alla massima trasparenza e collaborazione nella ricostruzione dei fatti».

Intanto è iniziata da ieri nella terapia intensiva di Piombino l'attività dei rianimatori e infermieri inviati dal Centro gestione rischio clinico per rinforzare l'èquipe della struttura. I professionisti collaboreranno con i colleghi di Piombino per rivedere le pratiche cliniche e svolgere attività di simulazione su alcuni quadri clinici. Svolgeranno una vera e propria attività di allenatori. «È opportuno ribadire - dice Riccardo Tartaglia, responsabile del Centro Grc - che quanto accaduto a Piombino è stato un evento imprevedibile e difficilmente prevenibile. Sulla base dell'inchiesta regionale i casi accaduti sono risultati la conseguenza di un atto che è intervenuto e che ha determinato le gravi anomalie della coagulazione, a comparsa improvvisa, non giustificabili quindi dal quadro clinico, da terapie in atto e procedure di reparto documentabili. Non attribuibili a errori umani. È quindi sbagliato assimilare questi casi a eventi avversi conseguenti alla non applicazione di pratiche per la sicurezza del paziente». (g.f.)

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