Sicurezza
Prostata e pipì, fate attenzione
PIOMBINO. I primi sospetti sono i disturbi dell’urina: maggiore frequenza, difficoltà e dolore alla minzione. La prima, corretta risposta è, invece, parlarne col medico. Ma perché tanta fretta? Di...
PIOMBINO. I primi sospetti sono i disturbi dell’urina: maggiore frequenza, difficoltà e dolore alla minzione. La prima, corretta risposta è, invece, parlarne col medico. Ma perché tanta fretta? Di certo, qualcosa nella prostata non va e bisogna verificarne i motivi senza indugi. Può trattarsi d’ipertrofia (aumento di volume) benigna, ma anche d’una forma maligna (50 casi all’anno in Val di Cornia ed Isola d’Elba).
L’età (oltre i 60 anni) e soprattutto la predisposizione familiare devono rappresentare un fatto di prudenza. Il tutto, senza tralasciare un’alimentazione molto ricca di grassi e l’abitudine al fumo. Lo stesso esame periodico del sangue per stabilire il livello del PSA (l’enzima prodotto dalla ghiandola), pur utile ed importante, non sempre si dimostra attendibile. A volte anche livelli bassi non danno, infatti, totale certezza.
Dunque, la prostata può giocare a volte brutti scherzi e deve essere considerata a tutti gli effetti una sorvegliata speciale. Non a caso, è il più frequente tumore a carico del sesso maschile.
Le cure, come s’è detto all’incontro stampa promosso a Roma da Astellas - vanno dalla chirurgia, alla radio, ormono e chemioterapia. La scelta dipende dalle caratteristiche del paziente e della malattia.
In fase pre e post - chemioterapica, enzalutamide si è dimostrato efficace sia nei pazienti con ripetizioni ossee che viscerali, prolungando la sopravvivenza e riducendo gli eventi scheletrici.
Gian Ugo Berti
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