Il Tirreno

Il 2 giugno arriva in città il ministro Elena Boschi

Il 2 giugno arriva in città il ministro Elena Boschi

Il Pd comincia da Piombino la campagna per sostenere il referendum di ottobre L’annuncio sui social. Intanto il partigiano Miliani entra nel comitato per il sì

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PIOMBINO. Hanno scelto un giorno particolare, il 2 giugno, la Festa della Repubblica. E una piattaforma molto renziana, quella dei social. Gli esponenti del Pd ieri hanno annunciato su Facebook e Twitter l’arrivo a Piombino del ministro per le riforme Maria Elena Boschi.

Il primo post è stato quello scritto su Facebook dal segretario della federazione Valerio Fabiani: «Adesso è ufficiale. Inizierà a Piombino il 2 giugno la campagna referendaria per il sì alla riforma costituzionale. Con lo storico portavoce dell’allora presidente della Camera Nilde Iotti, Giorgio Frasca Polara, e con il ministro per le riforme Maria Elena Boschi. Con noi ci sarà anche il costituzionalista Stefano Ceccanti. Ringrazio il segretario regionale del mio partito Dario Parrini e il vicesegretario Antonio Mazzeo per aver scelto il nostro territorio per cominciare questo viaggio verso il referendum. D’altronde a Piombino il futuro ha radici antiche» .

Il post è stato poi rilanciato dal sottosegretario Silvia Velo, da altri dirigenti e militanti del Pd.

Il ministro Boschi proprio in questi giorni è al centro di furiose polemiche con l’Anpi, che ha preannunciato di votare no al referendum di ottobre. Cinque partigiani invece fanno parte del comitato regionale toscano per il sì, presentato ieri a Firenze. Si tratta del piombinese Ilvio Milani, del grossetano Gennaro Barboni e degli empolesi Rolando Fontanelli, Ugo Morchi e Giuliano Romagnoli. «Noi rispettiamo tutti i partigiani - ha detto Parrini - sappiamo bene che ce ne saranno tanti che voteranno sì, tanti per il no. Credo si sia fatta una strumentalizzazione degna di miglior causa. Farci tirare per la giacca non ci piace per niente».

Intanto sono 1000 le firme raccolte nel fine settimana dai comitati per il Sì in Val di Cornia e all'Elba. «C'è voglia di cambiamento in giro - scrive in una nota Fabiani - e noi vogliamo provare a intercettarlo e rappresentarlo nei prossimi mesi, perché ci sarà bisogno di tutti in questa battaglia. Molti hanno già capito che questa riforma che riguarda solo la seconda parte della Carta, cioè quella dedicata all’organizzazione dello Stato, è il modo migliore per difendere i principi contenuti nella prima parte, rendendoli più attuabili e concretizzabili in una società profondamente cambiata che non ha più bisogno di quel numero abnorme di parlamentari e che necessita di istituzioni più snelle. Ma questa riforma scioglie finalmente nodi che ci trasciniamo da tempo, come il bicameralismo paritario, di cui si discute da decenni tanto che già nel ’79 l’allora presidente della Camera Nilde Iotti ebbe modo di rilanciare la necessità di superare questo assetto dando vita a una camera delle autonomie nel suo celebre discorso proprio a Piombino in occasione della consegna della medaglia d’argento».

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