Il Tirreno

PIOMBINO

Promontorio, una petizione anti-caccia

di Cecilia Cecchi
Uno degli ingressi in area Anpil a Baratti
◗
Uno degli ingressi in area Anpil a Baratti

Avvio della raccolta firme annunciata dal Comitato volontario. Gualerci (Wwf): «Paradosso nella nostra Anpil»

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Sogno per alcuni, incubo per altri: il divieto di caccia sul Promontorio di Piombino. Appostamenti fissi (se ne paventano addirittura di nuovi e più vicini), uniche autorizzazioni al passaggio con mezzi a motore ai cacciatori, utilizzo di richiami vivi, alcune tra le motivazioni che, a più riprese, hanno portato gli ambientalisti a fare proteste e sollecitare controlli. Garanzie per il territorio, anche contro gli incendi, assicurando presenza costante, tutto l’anno, tra le motivazioni citate a favore. Ma da qualche settimana un nuovo comitato volontario di cittadini ha avviato una raccolta per spingere il Comune a dire basta alla caccia nell’area naturale protetta d’interesse locale (Anpil) che da Punta Falcone arriva fino a Populonia e Baratti. Questo mentre ancora sono in corso trattative tra le associazioni di cacciatori e i proprietari di ampie aree di Promontorio per il rinnovo dell’affitto degli appostamenti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.13492178:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2016/05/17/news/promontorio-una-petizione-per-dire-stop-alla-caccia-1.13492178]]


Wwf Livorno. «Essendo l’argomento a noi caro e al tempo stesso delicato – interviene, non a caso, Stefano Gualerci, vicepresidente Wwf Livorno e responsabile del Comitato Wwf Val di Cornia-Isola d’Elba – la prima cosa a cui teniamo è quella di chiedere a chiunque di affrontare il problema con attenzione e lucidità. Innanzi tutto – ricorda Gualerci – anche a noi è sempre sembrato un controsenso che un’area come il promontorio di Piombino, importante per le rotte migratorie degli uccelli (definito Sic, Sito d’interesse comunitario e Zps, Zone di protezione speciale ndr), sia lasciata da anni completamente in balia dei cacciatori. Questo è il primo paradosso, nato con l’istituzione della nostra Anpil nel 1995 . L’assurdo è che nel loro regolamento tali Anpil possono prevedere la caccia (che porta voti), cozzando con la loro reale funzione di tutela. Su questo il Wwf si è sempre espresso negativamente cercando di alzare le tutele e soprattutto la vigilanza. Inoltre – dice Gualerci – si sono sommate, dal 2007, le deroghe della Provincia di Livorno sulla densità degli appostamenti fissi nel territorio, che ha ulteriormente appesantito l’impatto venatorio sulla fauna. In ultimo la legge regionale del 19 marzo 2015, dove si prevede la riorganizzazione delle aree protette regionali, e all’interno della quale spariscono le Anpil – spiega – Tra l’altro l'autunno scorso si è tenuto un incontro tra il responsabile provinciale del Pd e noi del Wwf Livorno, ma ancora non si riesce a capire come sarà tale riorganizzazione. Pertanto, prima di indire una raccolta firme che rischia di agire solo sulla “pancia” delle persone, crediamo che sia giusto, come abbiamo sempre fatto, cercare di agire sulla politica».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.13526934:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13526934:1652409008/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]


Politica e natura. «Infatti – aggiunge Gualerci – è la politica stessa che ha recentemente “autorizzato” il bracconaggio in tutta la Regione, non opponendosi, anzi, all’approvazione della legge Remaschi, che autorizza praticamente la caccia tutto l’anno agli ungulati e tutte le specie ritenute nocive. Il problema non è solo nostro, ma va inquadrato a livello almeno regionale, senza inutili localismi od interessi privati. Chi ha promosso la raccolta firme menziona le Anpil che non hanno più valore e parla di caccia solo sul Promontorio, ma chiediamo loro: dove eravate nei mesi scorsi mentre le associazioni ambientaliste protestavano sulla stampa e sotto il palazzo della Regione? E come vi rapportate con il pericolo di caccia selettiva al lupo sul territorio nazionale? Da troppo tempo ormai – conferma Gualerci – si sta cercando di demolire trent’anni di politiche ambientali, dove l’unica evidenza è quella di lasciare campo libero alle associazioni venatorie e agli interessi dei politicanti senza dignità. Si parla di allungare la stagione turistica fuori dai classici mesi estivi, ma così chi si avventurerà per i boschi rischiando di incappare in qualche battuta di caccia? Insomma – sottolinea – essendo l'argomento complesso, invitiamo i cittadini interessati a prendere contatto con le associazioni ambientaliste e di studiare bene la situazione».


Da Punta Falcone a Baratti. Promontorio di Piombino, cioè zona nord della città che va dal parco di Punta Falcone a Baratti. Tutta zona Anpil, ma al Facone (sì anche qui c’era un capanno) da tempo non si spara più.
«Al Falcone – chiarisce il responsabile del parco, per Microcosmo, Albano Lessi (guida ambientale, presidente dell’Associazione Amici del Cane e del Gatto) – abbiamo provveduto alla risistemazione dei sentieri per assicurare il passaggio a mezzi di soccorso o antincendio. Sin dalla nascita dell’Anpil a lungo l’allora responsabile Wwf Politi si è battuto contro la caccia sul Promontorio e con ragione. Inadeguato che solo ai cacciatori venga permesso il passaggio con mezzi motorizzati... come in una riserva di caccia per pochi eletti».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web