Il Tirreno

aziende

L’Arrighi ampia l’offerta impiantando anche il syrah

L’Arrighi ampia l’offerta impiantando anche il syrah

PORTO AZZURRO. «È importante conoscere il nuovo vigneto di Antonio Arrighi. Straordinarie sensazioni che rimarranno a lungo nei nostro cuori». Così si è espresso il sindaco di Porto Azzurro, Luca...

2 MINUTI DI LETTURA





PORTO AZZURRO. «È importante conoscere il nuovo vigneto di Antonio Arrighi. Straordinarie sensazioni che rimarranno a lungo nei nostro cuori».

Così si è espresso il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni, al termine di un pomeriggio trascorso tra i 12 ettari di vigneti, tutti nel parco, disposti ad anfiteatro della tenuta Arrighi.

Appezzamenti collinari, coltivati biologicamente, che guardano il mare o il roccioso rilievo del Monserrato.

Si tratta di un vero angolo di paradiso, disegnato ad arte da anni dall'agricoltore, col suo staff, tra cui l'agronomo Stefano Dini, formatosi, dopo la laurea, in alcune aziende australiane.

Un meeting per la presentazione dei nuovi 7000 metri quadri coltivati a vitigno syrah, dai futuri acini blu.

«È costato 50 mila euro l'impianto, - specifica Dini - e contiamo che possa essere produttivo entro tre, massimo quattro anni».

E alle spalle dell’’impianto c’è stato un grande lavoro di preparazione dell’intera area.

«Abbiamo curato le pendenze del terreno e creato fossetti di scolo dell'acqua piovana, per evitare smottamenti; ai bordi ci sono olivi e fichi per rafforzare la tenuta della terra, piante frequentate da uccelli e insetti utili all'interazione dell'ecosistema. Per proteggere le tenere piantine dalle lepri, l'area è stata interamente recintata».

Un'opera d'arte, come è tutto il complesso Arrighi che è stato fatto visitare agli ospiti con un percorso, tra andata e ritorno, di circa 3 chilometri.

Tre le soste in gazebo durante le quali ci sono state degustazioni dei vini, grazie alle sommelier Macchioni, Sardena, Sabbioni ed anche ai cibi di Ruggeri da Portoferraio.

Poi la sosta finale con assaggi dei vini Doc dell'azienda e Il Grigolo di Rio Marina ha preparato il cinghiale, La Bodeghita locale la trippa e i sardi Tegas e Casu il maialino arrosto.

Erano pPresenti anche tre studenti universitari, il futuro delle aziende agricole isolane e cioè Lorenzo Arguti (Scienze agrarie), Enea Gambelunghe e Giulia Arrighi, figlia del proprietario (Viticoltura ed enologia).

«Produciamo circa 30 mila bottiglie l'anno e olio extravergine d'oliva - ha detto Arrighi, presidente dell'Ais elbana, l’associazione dei sommelier - Questo percorso preparato per l'occasione lo rendo fruibile al pubblico. Chiunque potrà percorrerlo, con degustazioni, prenotandosi alla mia azienda. Ringrazio Liliana Colla e Davide Bianconi e tuti i partecipanti».

Stefano Bramanti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa