La manifestazione
«Servizi salvati e, Tari a parte, tributi invariati»
L’assessore Ferroni soddisfatta del bilancio previsionale approvato però con i soli voti della maggioranza
CAMPIGLIA. Spesa corrente ridotta al minimo con un ulteriore taglio del 4%, servizi salvati e tributi invariati tranne la Tari. «In generale, gli equilibri economici sono stati mantenuti, non con poco sforzo» ha detto l’assessore alle finanze Viola Ferroni al termine del consiglio comunale che ieri ha approvato il bilancio previsionale con i voti favorevoli di Campiglia democratica e il no delle opposizioni. L’impoverimento della popolazione, il calo demografico, la crisi generale e specifica del comparto siderurgico necessitano di risorse economiche maggiori per poter meglio affrontare i bisogni di famiglie e imprese, ha premesso Ferroni. Inoltre «il riordino degli enti locali si ripercuote anche sul bilancio, che per quanto riguarda i trasferimenti, al netto del rimborso Tasi prima casa, vede un rapporto tra versato e ricevuto, rispetto al fondo di solidarietà nazionale, di circa 6:1, poiché i criteri premianti rispetto alla redistribuzione sono rivolti verso le strutture governative che hanno incrementato il proprio ambito di amministrazione del territorio, per esempio attraverso fusioni o unioni di comuni». Ma veniamo alle entrate, che derivano essenzialmente dai tributi: Imu, Tasi, addizionale Irpef, Cosap e pubblicità non sono aumentati. Mentre la Tari sì, «ma lievemente» ha precisato l’assessore, anche in riferimento al M5s e a Cdc che avevano denunciato un aumento della tariffa in media del 7,5% per le utenze domestiche e dell’8% per quelle non domestiche, a fronte di «un servizio sempre peggiore».
«Si è trattato di un adeguamento delle tariffe – ha ribadito Ferroni – deciso insieme agli altri Comuni, Ato sud e Sei Toscana, nuovo gestore. Ma il nuovo regolamento è stato calibrato a favore delle categorie sociali più deboli, attraverso riduzioni e detrazioni in base all’Isee e per i cassintegrati». Mantenuti inoltre gli interventi sociali grazie al contributo erogato all’Asl (40 euro a persona) dai comuni della Società della salute della Val di Cornia, e a risorse comunali. Anche i servizi educativi e all’infanzia sono salvi, sostenuti dalla fiscalità generale e dalla contribuzione diretta di chi ne usufruisce. Da segnalare poi gli oltre 700mila euro recuperati dagli uffici tra tributi e sanzioni non versati, «un risultato più che buono» ha commentato Ferroni. Tra gli impegni riconfermati, Apritiborgo e la stagione teatrale, punti di forza del settore culturale e di promozione turistica.
Passando agli investimenti, il 2016 segna l’abolizione del patto di stabilità e il conseguente sblocco di risorse. «Risorse che – ha detto l’assessore - coerentemente con gli indirizzi politici e il programma elettorale la giunta ha destinato a interventi di manutenzione del territorio, nonché progetti più ambiziosi quali parte degli interventi per prevenzione rischio idraulico e parco termale. Vengono destinate risorse anche alla copianificazione territoriale in tema di urbanistica, proseguendo con l’azione dell’ufficio di piano, già costituito con Piombino e San Vincenzo». Non è stato facile, ha detto Ferroni. Che ha lanciato un monito: «In questo clima di riorganizzazione degli enti locali anche i comuni devono fare la loro parte, ripensandosi nei confronti dei cittadini e attraverso un confronto politico con chi insieme a noi governa la Val di Cornia, al fine di affrontare gli anni che verranno con prontezza e capacità, tenendo fede alle linee politiche che caratterizzano l’amministrazione di centrosinistra».
Annalisa Mastellone
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