Il Tirreno

Rubate le anfore etrusche donate da Nello Santi

di Luigi Cignoni
Rubate le anfore etrusche donate da Nello Santi

Della sparizione dei due reperti ci si è accorti durante le operazioni d’inventario Delle indagini si stanno occupando gli uomini dell’Arma di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Due piccole anfore etrusche sparite dal museo archeologico della Linguella. Di loro non ci sono più tracce. Quasi volatilizzate, almeno dal secondo semestre del 2014. Pare inghiottite nel nulla, senza che ci sia una valida e apparente ragione, tranne quella (che è poi emersa nel febbraio di quest'anno) di un furto. Del caso si occupano i carabinieri .

Sono due reperti archeologici di assoluto valore storico, sulla cui esatta valutazione economica ancora non si è pronunciata la Soprintendenza che ha seguito la situazione fin dalle prime segnalazioni. Ma al di là del loro valore storico-economico, c’è anche un aspetto per così dire affettivo. Sono due donazioni alla Città di Portoferraio che lo aveva onorato dandogli la cittadinanza onoraria, del produttore cinematografico Nello Santi, scomparso nel 1995. Si è trattato, all’epoca in cui le anfore furono regalate alla comunità elbana, di una testimonianza d’affetto, di gratitudine, oltre che la dimostrazione dell’attaccamento che il produttore ha dimostrare di avere sempre nei confronti di Portoferraio dove era nato nel 1918 e dove spesso si ritirava, insieme con la moglie Franca Invernizzi, nella villa di Lacona si ritirava per ritemprarsi dalle fatiche cinematografiche.

Aveva, dunque, nell’ultimo periodo della sua vita dimostrato la volontà di donare queste due reperti archeologici, perché fossero esposti in una teca presso il museo civico della Linguella, a disposizione dei visitatori e degli studiosi interessati dalla manifattura. Difatti qui erano state catalogate. Ma le successive mosse pare siano avvolte dal mistero. A segnalare per primo il caso è stato Vittorio Campidoglio, quando entrò a far parte della Cosimo de' Medici che allora era diretta da Provenzali.

«Mi era stato affidato allora l'incarico – ha detto l'attuale presidente del Cda della partecipata comunale di Portoferraio – di repertare tutto ciò che fosse di proprietà del Comune, compresi i beni archeologici. Avevo avuto delle segnalazioni a proposito delle due anforette donate alla Città, così ho verificato di persone che non si trovavano nel posto in cui erano state deposte. In un primo momento – continua sempre il presidente della Cosimo de’ Medici – avevamo pensato che fossero state recuperate dalla Soprintendenza di Pisa per studiarle. Ma una volta condotte le indagini, abbiamo appurato che ci trovavamo di fronte a un furto di oggetti archeologici. Da qui sono cominciate le indagini come il caso suggerisce». Si occupano della vicenda gli esperti del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze. Le indagini sono in corso e si muovono ad ampio spettro.

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