Italia
Aferpi, primo faccia a faccia sulla continuità produttiva
Azienda, istituzioni e sindacati oggi al Mise dopo la firma per la nuova acciaieria. Treni in funzione fino alla fine del mese, ma pesano le difficoltà di ordine finanziario
PIOMBINO. Appuntamento al Mise dove giovedì 19 Aferpi, istituzioni e sindacati s’incontrano per fare il punto della situazione dopo la firma del contratto per acciaieria e treno rotaie.
Un confronto non facile, perché la generale euforia legata all’accordo tra Aferpi e Sms Demag, è stata seguita dalla ritrovata, generale consapevolezza delle difficoltà che l’azienda si trova ad affrontare, evidenziate anche dall’ultimo rapporto trimestrale del commissario Lucchini Piero Nardi. Difficoltà di ordine finanziario, che si stanno traducendo in rallentamenti negli ordini dei semiprodotti e di conseguenza sull’attività dei treni di laminazione.
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Cioè su quella che i sindacati definiscono “continuità produttiva”, considerata lo strumento per far sì che al 6 novembre, quando tutti gli ex lavoratori Lucchini secondo gli accordi passeranno in Aferpi, si possa andare avanti con i contratti di solidarietà. Lasciando al tempo stesso spazio agli operai dell’indotto, che protezioni non hanno più, e che negli smantellamenti della vecchia acciaieria contano per ritrovare un po’ di lavoro.
Ma l’operazione smontaggi-smantellamenti a oggi sembra rinviata a un futuro imprecisato, anche perché è logico che in questa fase tutte le energie e la capacità finanziaria siano convogliate sull’operazione acciaieria e nuovo treno rotaie.
Sulla continuità produttiva pesano quelle difficoltà di livello finanziario – legate ai problemi di Issad Rebrab a disporre del denaro in Algeria – che stanno limitando la disponibilità di “circolante”, cioè di denaro fresco per gli acquisti, finendo di conseguenza per incidere sull’attività della laminazione e sul rapporto col mercato.
Secondo alcune fonti in realtà in questi giorni nelle casse di Aferpi è arrivata una cifra intorno ai 10 milioni, che fa parte dei crediti aziendali nei confronti di alcuni clienti, anticipati dalle banche. Segnale positivo, che accompagnato dalla recente firma del contratto con Sms Demag potrebbe portare maggiore fiducia nel progetto algerino da parte del sistema creditizio, necessaria per il finanziamento complessivo del piano. Così al momento sono in funzione tutti i treni, anche se l’orizzonte è la fine di maggio.
Nell’incontro di oggi i sindacati chiederanno di conoscere i dettagli del contratto con Sms e le tempistiche per la realizzazione dell’intero progetto legato alla siderurgia, all’agroindustriale e alla logistica.
Al ritorno da Roma, Fim, Fiom e Uil terranno un'assemblea unica davanti alla portineria centrale: appuntamento alle 20, con bus navetta e assemblea retribuita per i lavoratori del secondo turno.
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