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Un anfiteatro dedicato ai turisti nel laghetto di Terranera

Un anfiteatro dedicato ai turisti nel laghetto di Terranera

Pronto il primo progetto del Comune di Porto Azzurro dopo che il Demanio ha concesso l’area Il sindaco Simoni: «Abbiamo già un finanziamento per la messa in sicurezza dei terreni»

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PORTO AZZURRO. Un anfiteatro naturale minerario. È il nuovo indirizzo che sarà impresso alla cava dove si estraeva fino agli anni Settanta il minerale ferroso, quella compresa tra la spiaggia di Reale e Terranera, laghetto compreso. Lo intende realizzare l'Amministrazione di Porto Azzurro, all'indomani della consegna dei beni e delle aree ex minerarie dal Demanio al Comune. «Sì, anche il laghetto di Terranera che ricade sotto la nostra giurisdizione - puntualizza il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni - Contento del fatto che l'ente locale isolano ritorni di proprietà di terreni su cui si esercitava l'attività estrattiva. Ora però si tratta di recuperare questi beni, per dar loro un'inedita fruibilità che non può essere altro che turistica». E intanto la giunta retta da Simoni ha già nel cassetto circa 150 mila euro, che è riuscita a farsi dare dal ministero dell'Ambiente per il recupero e la valorizzazione del laghetto di Terranera, uno dei siti fra i più fotografati di questo versante. «Adesso il nostro obiettivo deve essere il recupero dei terreni per poterli mettere a disposizione della collettività, senza che, chi vi si addentra, corra alcun pericolo e rischio per la propria incolumità». C'è aria di soddisfazione anche al Palazzo del Bureau, a Rio Marina, sede del parco minerario e mineralogico del versante orientale dell'Isola. «Era anche l'ora che si procedesse alla consegna dei terreni ex minerari e dei loro immobili al Comune - dice Idilio Pisani, presidente del Cda del parco minerario - Non è che il Demanio abbia concesso tutto all'ente locale. Si è riservato, per motivi strategici, la miniera della Valle del Giove che non figura nella lista. A questo punto, vista la collocazione di questa così prossima all'abitato di Rio Marina, il parco dovrà sottoscrivere una convenzione con il Demanio per avere la possibilità di usufruire di questo sito che si ricorderà presenta dei gradoni a cielo aperto dove veniva estratto il ferro e dove si portano i turisti con il nostro treno gommato».

Il presidente Pisani la sua agenda di lavoro per i prossimi giorni. Ai primissimi posti un sopralluogo con rappresentanti dell'ente locale sui luoghi per verificarne il loro attuale stato stabilire le procedure da intraprendere. «Per la maggior parte si tratta di luoghi abbandonati e lasciati all'incuria. Si tratta di effettuare una prima conta sullo stato delle cose e prendere provvedimenti. Il Comune di Rio Marina si sta già muovendo per fare un cheek up dello stato dei terreni e degli immobili. Mi auspico che avvenga quanto prima un incontro con il Parcoe dell'arcipelago per ridefinire la situazione generale, e anche è auspicabile un incontro con il Ministero dell'Ambiente». Dovranno essere definiti i programmi per quanto concerne i piani di guardiana, ripristino e restauro delle aree più disagiate. «A questo punto si tratta di valutare il patrimonio reale del parco minerario, se ne sta occupando il Comune. C’è una perizia in questo senso. La società del parco che è il braccio operativo del Comune, dovrà prendere atto della situazione attuale. E si dovrà anche adeguare alle nuove funzionalità e fruibilità».

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