Il Tirreno

«Le tariffe della Tari basate su scelta di equità»

di Annalisa Mastellone
«Le tariffe della Tari basate su scelta di equità»

L’assessore Viola Ferroni replica alle accuse del Movimento 5 Stelle che aveva parlato di “stangata per le famiglie”: «Non sanno fare i conti»

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CAMPIGLIA. «Inesattezze e visione parziale del tema». Invitata a intervenire, l’assessore alle finanze Viola Ferroni replica all’attacco dei 5 Stelle sulla Tari 2016: secondo i calcoli effettuati dal Movimento, la tariffa dei rifiuti aumenterebbe del 7,5% per le utenze domestiche e di oltre l’8% per le attività imprenditoriali.

«Tralascio le varie imprecisioni di metodo» premette Ferroni, riferendosi poi a quella «più lampante di sostenere che i documenti siano arrivati grazie alla loro richiesta, ma faccio notare che quest’amministrazione ha sempre rispettato gli obblighi di trasparenza, sia per osservanza della legge che per volontà, nonostante gli aspiranti controllori senza titolo». Poi affronta i consiglieri pentastellati Cristina Chesi e Daniele Fioretti.

«Doveroso precisare – ribatte – che la tariffa deve coprire completamente il costo del servizio, determinato con il Pef (piano economico finanziario) stipulato con Ato (Autorità per il servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani) e discusso collegialmente insieme agli altri Comuni il cui servizio era gestito da Asiu. Il Pef, nel passaggio ad Ato Sud è stato modificato nei criteri, quindi i coefficienti e le aliquote dello scorso anno non sono uguali e paragonabili con quelle dell'anno in corso».

Una “mazzata” secondo i portavoce dei 5 Stelle, a fronte di un servizio definito sempre più “inefficiente” da parte del nuovo gestore Sei Toscana, puntando il dito sulla chiusura dell’isola ecologica di Campiglia, cassonetti sempre pieni e bassissima percentuale di differenziata. Una delle critiche maggiori dei pentastellati è sulla modalità di commisurazione della tariffa, fatta col criterio medio-ordinario (ossia in base alla quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte) e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti. «La scelta di optare per un criterio medio anziché una tariffa puntuale – dice l’assessore – si colloca in un contesto di socialità evidentemente sconosciuto al M5s, che invece promuove una politica di egoismo, individualista e indifferente ai bisogni delle famiglie in difficoltà. Senza contare che i servizi “fissi” come lo spazzamento, lo svuotamento dei cassonetti e altri, vanno a beneficio di tutti, a prescindere dalla quantità di rifiuti prodotti». E Ferroni accusa Chesi e Fioretti di aver omesso la parte relativa a detrazioni e riduzioni (le stesse del 2015) «calibrate in modo che per alcune categorie la tariffa addirittura diminuisca – aggiunge - Da quest’anno c’è inoltre un’altra riduzione, calcolata sul doppio parametro Isee-cassa integrazione, proprio per andare incontro alle categorie sociali più colpite dalla crisi». I 5 stelle hanno annunciato il loro “no” alla votazione del regolamento Tari in consiglio comunale questo venerdì. «Non meravigliano le osservazioni del M5s, poco abituato alle decisioni di governo e molto di più agli annunci populisti – attacca Ferroni - Prendere atto di un servizio da adeguare in termini operativi ed economici, peraltro passando a un Ato che nel complesso da due anni fa segnare una diminuzione delle tariffe per i Comuni che già ne fanno parte, non è certo popolare. Tuttavia governare significa proprio questo, saper scegliere cosa si ritiene meglio per i cittadini che con il voto hanno scelto la linea politica dell'amministrazione. Certo sarebbe più semplice non affrontare i problemi e aspettare che le soluzioni esplodano, ma è un modo di fare che non appartiene a questa amministrazione».

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