Il Tirreno

«Questo porto farà felice solo il privato»

«Questo porto farà felice solo il privato»

La minoranza vuole riaprire la partita sul piano regolatore: c’è ancora tempo per fermare questa colata di cemento

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MARCIANA MARINA. «Almeno ora il gioco è chiaro e anche ufficiale: un soggetto privato, a fronte di un ingente investimento, nell’ambito di un project financing costruirà e, soprattutto, gestirà, da solo, tutto il nuovo porto marinese, il famoso gestore unico».

Paolo Di Pirro, capogruppo di minoranza nel consiglio comunale di Marciana Marina, non molla la presa sul progetto per il nuovo porto turistico voluto dalla giunta Ciumei. «Il gestore unico – dice Di Pirro – è, quindi, il vero obiettivo di tutto il progetto, altro che la riqualificazione del porto e lo sviluppo del paese».

Il gestore unico. È un giudizio duro quello che Di Pirro dà sul piano regolatore del porto, approvato in consiglio comunale. «A fronte della necessità del “gestore unico” di rientrare del proprio investimento, ma anche di trarre ovvio profitto dal nuovo parcheggio nautico – dice Di Pirro – per Ciumei conta evidentemente nulla la progettata rovina paesaggistica conseguente ad una colata di cemento di più di 3.000 metri quadrati, sì proprio 3.000 metri quadrati, una enormità, proprio nel bel mezzo della più bella rada dell'Isola d'Elba. A tale colata, per buona misura, saranno anche aggiunte, nelle previsioni, le edificazioni sulle stesse opere a mare, con grande ed evidente gioia degli aspiranti cementificatori».

La minoranza ha sempre considerato il progetto del porto sproporzionato rispetto alle esigenze di sicurezza dell’infrastruttura. Di Pirro ritiene inaccettabile che non sia ricompresa neanche la verifica e la documentazione delle ricadute sulla costa marinese, già toccata dai precedenti interventi portuali, delle opere del nuovo progetto.

Il depuratore. Di Pirro va nel dettaglio delle osservazioni. «La minoranza consiliare formalizzò, a suo tempo, la propria preoccupazione circa l’efficienza dell’attuale sistema della rete fognaria e della depurazione delle acque, e, a sua volta, la Regione giudicò l’attuale sistema assolutamente inefficace ed ambientalmente insostenibile per fronteggiare la pressione estiva di circa 20-24.000 unità e scrisse testualmente che “La realizzazione del nuovo depuratore appare condizione propedeutica e necessaria per garantire la copertura depurativa e quindi la sostenibilità degli interventi di variante”. A quelle preoccupazioni e a quelle prescrizioni il gruppo di progetto risponde che l'impianto corrente “è dimensionato per 7.054 abitanti (un terzo dei valutati) e che quindi è assolutamente in grado di rispondere alle esigenze del Comune anche nei mesi di massima pressione ambientale per effetto degli arrivi di turisti”. Ma fa ancora di meglio, il gruppo, a scanso di equivoci: semplicemente cancella dal progetto approvato la realizzazione di quel nuovo depuratore, atto a mitigare le pressioni sulle reti di acque bianche ed acque nere, che lo stesso gruppo aveva saggiamente previsto nella versione adottata a suo tempo. Occhio non vede più, dente non duole più».

La torre. Di Pirro parla di scempio anche per la torre di Marciana Marina, simbolo del paese.

«Le sarebbe affiancata addirittura una grande gru di alaggio e varo, a misteriosa scomparsa, dove non si sa – spiega il consigliere – qui va sciolto un dubbio: l’area che comprende la Torre è veramente meritevole di un meritevole piano di recupero o rappresenta solo una povera superficie da utilizzare per abbrutenti attrezzature tecniche da utilizzare per pochi giorni all’anno? Vincerà il progetto del Lungomare di Marciana Marina od il contrastante progetto del porto?».

«Altro che sociale». Il capogruppo di minoranza invita il sindaco Ciumei a «smettere di proporre una sua personalissima lettura sociale del progetto, dopo che, in consiglio comunale e nei fatti, ha deliberatamente respinto tutte, ma proprio tutte, le fondate, e spesso accorate, istanze espresse, non solo dalla Regione Toscana, ma anche dai cittadini marinesi nel corso di due affollatissime assemblee pubbliche, o le testimonianze dei vissuti timori della gente di mare, la vera gente di mare e non di scrivania, degli operatori della nautica, delle categorie economiche – conclude – è impossibile associare una lettura sociale alla deliberata volontà di Ciumei, Citti e Lupi di spazzare via, senza fornire da subito alternative e garanzie, la diffusa ed importante piccola economia che, da sempre, cresce intorno alla nautica da diporto e sportiva, e costituisce elemento di sussistenza per molte famiglie».

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di Redazione web