Sicurezza
Rimateria, pronti investitori e banche
Il piano della società è stato illustrato prima agli istituti e poi a potenziali acquirenti delle quote (il 75,1% del totale)
PIOMBINO. Rimateria, società in cui entro ottobre confluirà quello che resta di Asiu, è pronta ad offrire a tutto il territorio un’offerta completa per la gestione dei rifiuti industriali. E nel piano industriale, esposto proprio in questi giorni alle banche e, in un summit al Calidario, ad alcune aziende del settore interessate ad acquisire le quote, non ci sono solo i rifiuti provenienti dalle Acciaierie e dalle bonifiche.
Rimateria, infatti, guarda con estremo interesse anche alla nuova società nata da Fratelli Neri Spa di Livorno e San Giorgio del Porto Spa di Genova, cioè Piombino Industrie Marittime, che sulle nuove banchine del porto farà attività di demolizione e “refitting” delle navi. In questo senso ci sono già (vedi anche articolo a fianco, ndr) i primi contatti con la Marina Militare.
Altro possibile interesse riguarda la bonifica dell’area della centrale elettrica Enel di Tor del Sale. A breve è previsto il contratto di cessione al fondo di investimento che, insieme ad altri, è pronto a demolirla e trasformarla in un “mall” e in un laboratorio ambientale. Ci sarà da bonificare tutta la zona dei grossi serbatoi di olio pesante e l’accordo con un’azienda che tratta i rifiuti con sede a un km in linea d’aria consentirebbe di abbattere i costi in modo considerevole.
Le banche. Dopo l’approvazione del bilancio e del piano industriale, da parte dell’assemblea dei soci di Rimateria Spa, il presidente Valerio Caramassi lo scorso 10 maggio ha incontrato le banche. I numeri decisamente migliorati e le buone prospettive per l’azienda hanno permesso di avere un incontro molto cordiale. E c’è la disponibilità anche a finanziare gli investimenti che Rimateria farà nel corso dei prossimi anni.
Gli investitori. Con un annuncio di evidenza pubblica (pubblicato su vari quotidiani, compreso Il Tirreno, il 4 maggio scorso) il presidente Valerio Caramassi aveva invitato i soggetti interessati all’acquisto delle quote della società ad un incontro al Calidario. Incontro che si è tenuto l’11 maggio scorso. C’erano sei grosse aziende interessate e un altro paio, pur non presenti, hanno fatto avere manifestazioni di interesse. Le quote in questione sono il 75,1% di Rimateria Spa (il 24,9% è della Ex Lucchini). Nel prossimo decreto Madia, ormai prossimo alla pubblicazione, sarà chiaro se quelle quote andranno cedute interamente o se una parte potrà restare di proprietà pubblica.
Fra le aziende presenti al Calidario ce n’erano alcune del settore del trattamento dei rifiuti, peraltro già in possesso di impianti tecnologicamente avanzati e in grado anche di trattare tipologie che Rimateria non può gestire. Un’eventuale acquisizione di quote consentirebbe quindi di ampliare il tipo di offerta.
La Forestale. Intanto l’avvocato di Asiu è ricorso al tribunale del Riesame dopo che, qualche settimana fa, erano stati inviati a Barbara Del Seppia, Valerio Caramassi, un quadro dell’azienda e a due operai cinque avvisi di garanzia per un trasporto di rifiuti considerato irregolare. In realtà l’unica “irregolarità”, se tale si può chiamare, è che nel cassone del camion c’erano anche rifiuti che sarebbero dovuti finire nella raccolta differenziata. Cosa peraltro più che probabile in una città che differenzia appena il 35% dei rifiuti che produce, gettando il resto nei cassonetti indistinti.
@guifiorini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
