Sicurezza
Cosimo de’ Medici, il Pd non molla la presa
Nuova interrogazione consiliare sulle nomine del cda e sull’incarico a Campidoglio «Comportamenti palesemente illegittimi, la giunta Ferrari deve chiarire»
PORTOFERRAIO. La minoranza non molla la presa sulla Cosimo de’Medici. I consiglieri del gruppo Pd Cosetta Pellegrini, Antonella Giuzio, Paolo Andreoli e Alessandro Mazzei hanno presentato una nuova interrogazione consiliare con risposta scritta: nel mirino le nomine del nuovo consiglio di amministrazione e un incarico tecnico da 2mila euro dato dal dirigente del Comune a Vittorio Campidoglio, poi nominato presidente della Cosimo. Incarico rilasciato dal dirigente Mauro Parigi allora amministratore unico della Cosimo de’ Medici per una ricognizione degli immobili e delle strutture affidate alla società partecipata.
La minoranza contesta in primo luogo l’opportunità di affidare l’incarico a Campidoglio, in quanto lo stesso aveva svolto il ruolo di consigliere fino al 10 novembre 2015 (e quindi non poteva assumere incarichi per incompatibilità). Altro rilievo del gruppo Pd è relativo alla competenza di Campidoglio, in relazione sia all’incarico tecnico che alla presidenza del cda per il quale è successivamente stato nominato: «Nel testo dell'incarico si faceva riferimento ad un generico piano di interventi manutentivi ordinari e straordinari che si configurano come una sorta di consulenza tecnica, che doveva essere, ope legis, affidata a personalità con idoneo curriculum professionale ed in possesso di appropriato titolo di studio», attaccano dalla minoranza. A ciò si aggiunge il fatto che, secondo i consiglieri, lo stesso architetto Mauro Parigi, che ha rilasciato il parere, era incompatibile nel ruolo di amministratore unico della Cosimo de’ Medici: «Il sindaco lo ha nominato amministratore unico - spiegano dalla minoranza – quando era dirigente responsabile del controllo sulle partecipate. Aspetto che lui stesso, peraltro, dichiara dopo aver accettato l’incarico. Dovendo eliminare la causa di incompatibilità il sindaco, infatti, ha nominato nel febbraio del 2016 il segretario Acerbi responsabile del controllo delle partecipate. Il quadro è gravissimo».
Nell’interrogazione la minoranza inserisce la questione dei reperti del museo Cites. «La Cosimo o il Comune ha concesso spazi espositivi a terzi, dall'estate 2015 ad oggi, parrebbe senza convenzione alcuna o delibera di esenzione al pagamento come previsto da contratto di servizio tra comune e partecipata», spiegano dalla minoranza. L’assenza di una convenzione viene sostenuta dalla minoranza anche per la gestione della Villa romana delle Grotte appena riaperta: «Il possibile utilizzo del personale della Cosimo sarebbe illegittimo senza una convenzione o un contratto di servizio».
Per questi motivi il gurppo consiliare del Pd interroga il sindaco per sapere se fosse a «conoscenza d un incarico professionale conferito dall’amministratore unico della Cosimo a un ex consigliere della partecipata, se l’incarico è stato portato a termine, quale sia la relazione finale, quali siano le somme percepite da Campidoglio. Chiediamo inoltre sulla base di quali norme sia stato possibile nominare presidente della Cosimo una persona che aveva rapporti professionali con la partecipata e quali azione abbia intrapreso il Comune per rimuovere comportamenti così palesemente illegittimi ed evitare danni erariali. E, inoltre, Campidoglio e Parigi, prima di accettare gli incarichi in seno alla partecipata, hanno presentato le obbligatorie dichiarazioni di non incompatibilità? E dove sono i curriculum degli amministratori della Cosimo?». Domande che saranno alla base del prossimo consiglio comunale che si preannuncia infuocato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google