Il Tirreno

C’è lo zampino di Mansur nel “Progetto Napoleone”

di Luigi Cignoni
C’è lo zampino di Mansur nel “Progetto Napoleone”

Una visita all’Elba dello patron del City ha dato il via al progetto finanziato dagli Emirati Ieri la presentazione dell’opera di digitalizzazione della biblioteca dell’Imperatore

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PORTOFERRAIO. In principio c’è stata una gita riservata nell’estate 2013 all’Elba. Protagonista Mansur bin Zayd Al Nahyan, lo sceicco proprietario del Manchester City e fratellastro del presidente degli Emirati Arabi Uniti Khalifa bin Zayed Al Nahayan. In quell’occasione non è mancata la classica visita alla reggia napoleonica dei Mulini. Mansur rimase colpito dai libri di Napoleone, chiusi in vetrina, al punto da interessare della cosa Abdulla El Reyes, direttore generale degli archivi nazionali degli Emirati Arabi. È la scintilla che ha fatto nascere il progetto di recupero e restauro del patrimonio librario dell’Imperatore. Non solo. Ma rendere pubblico il contenuto dei libri, per conoscere gli interessi, le curiosità di Bonaparte nel suo confinamento all'Elba.

Il “Progetto Napoleone”, raccontato nei mesi scorso dal nostro giornale, è stato presentato ufficialmente ieri mattina. All'evento svoltosi nel salone delle feste della reggia dei Mulini, hanno preso parte l’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti, Sager Nasserahmed Abdullah Al Raisi, il direttore generale degli archivi nazionali degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla El Reyes, il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari e il suo vice Roberto Marini, il direttore del Polo museale regionale della Toscana Stefano Casciu, la direttrice delle regge napoleoniche elbane Antonia D'Aniello e poi una nutrita delegazione araba.

«Dopo aver firmato l’accordo per il restauro della biblioteca napoleonica all’Elba – ha detto Abdulla El Reyes – con i rappresentanti delle parti attuatrici del progetto e con il direttore del museo nazionale delle residenze elbane riteniamo nostro dovere monitorare e supervisionare l'andamento del progetto, sia per quanto è stato fatto, sia per pianificare le fasi successive e acquisire copie digitali dei materiali restaurati».

Al sindaco di Portoferraio il compiuto di fare il padrone di casa: «Mi auguro che la collaborazione con gli Emirati Arabi possa proseguire, «visto e considerato che l'Elba – ha concluso il sindaco – è un esempio unico al mondo perché presenta in uno spazio limitato un concentrato di storia, cultura e ambiente che non ha eguali al mondo». «Questa è la dimostrazione - ha aggiunto l'assessore alla Cultura Roberto Marini - che cosa si può fare quando ci si innamora di un luogo ameno come quello dell'Elba, vero scrigno di tesori».

La mattinata si è conclusa con un banchetto offerto dagli albergatori elbani nel giardino della villa e il pomeriggio nell'auditorium del centro De Laugier conferenza organizzata dal polo museale della Toscana e dal Comune. Sono intervenuti Stefano Casciu, Roberto Marini, Antonia D'Aniello, Sandra Palombo e Joana Bacuenier.

Il progetto. L’’imponente opera di digitalizzazione, ora al 75%, consiste nell’archiviazione di 982 testi (373mila pagine in tutto) che l’Imperatore si fece mandare e decise di donare alla città. Il progetto prevede l'installazione di tre totem: uno alla biblioteca Foresiana a disposizione degli studiosi; due in una sala del museo dei Mulini; di cui uno di facile e veloce consultazione per i visitatori dotato di schermo touch screen; un altro invece con le caratteristiche identiche a quello collocato in biblioteca. Il lettore potrà scegliere tre lingue sul dispositivo multimediale: l'italiano, il francese e l'inglese. Sono tre le società specializzate che attualmente lavorano al progetto di restauro e digitalizzazione dei libri dell'Imperatore. La Gradatim, la ditta Alessandra Masi di Firenze e la cooperativa Csa.

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