Attenzione
«Tari, delibera illegittima Rischio di danno erariale»
Il gruppo Pd all’attacco della giunta Ferrari dopo l’approvazione del regolamento «L’ok senza il parere del ragioniere capo espone l’ente a un grave rischio»
PORTOFERRAIO. Una delibera da annullare, per non incorrere nel rischio di un danno erariale. Il gruppo di minoranza del Pd torna alla carica sul nuovo regolamento della Tari, approvato nel corso del consiglio comunale di sabato 30 aprile nonostante il parere negativo del ragioniere capo Luca Donati.
I consiglieri Cosetta Pellegrini, Antonella Giuzio, Alessandro Mazzei e Paolo Andreoli hanno scritto al sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, alla giunta e a tutti i consiglieri chiedendo l’immediato annullamento della delibera approvata con il voto compatto della maggioranza nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale. «Ci rivolgiamo – spiegano dal gruppo di minoranza Pd – a tutti i colleghi consiglieri affinchè siano pienamente consapevoli dei rischi della situazione evidenziata e quindi con spirito assolutamente collaborativo, invitiamo il sindaco la giunta comunale ad adottare tutti gli atti necessari ad eliminare gli evidenti profili di illegittimità dell’atto, che possono comportare un palese rischio di danno all'erario del Comune».
Nel corso della seduta del 30 aprile la giunta ha letto in consiglio comunale il parere rilasciato dal ragioniere capo del Comune che - in pillole – riteneva la delibera per l’approvazione della Tari improcedibile e inammissibile, e «che tutto il procedimento era sostanzialmente viziato, poiché la commissione bilancio si era espressa senza aver acquisito il parere del ragioniere capo e la trasmissione della proposta di delibera». La giunta, tuttavia, aveva risposto con delle controdeduzioni al parere di Donati, andato avanti con l’approvazione. «Le controdeduzioni addotte dall'amministrazione appaiono del tutto incoerenti – spiegano dalla minoranza – proprio perché non è accertata la coerenza fra il documento unico di programmazione e la deliberazione, quest'ultima era improcedibile »
Secondo la minoranza la delibera non poteva quindi essere portata all'approvazione del Consiglio e, se portata, doveva essere rigettata.
« Essa è facilmente impugnabile in sede di contenzioso– dicono dalla minoranza – Ciò potrebbe generare un evidente danno al comune, di cui potrebbero essere chiamati a rispondere i consiglieri che hanno approvato la delibera, nonostante un chiaro parere tecnico che evidenziava l'improcedibilità dell'atto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
