Sicurezza
La città perde il ristoratore col sorriso
Si è spento a 45 anni Marco Barlettani, titolare dell’Enoteca di Via Mozza. Lascia la moglie e un figlio piccolo
PIOMBINO. Sorride in tutte le foto, Marco. Eppure la vita l’ha solo annusata, una malattia di quelle che non lasciano scampo se l’è portato via troppo presto.
Combatteva come un leone, ma lo sapeva che pian piano quel male così aggressivo avrebbe vinto.
Così, con grande lucidità, ultimo nobile gesto di un’esistenza in cui si è fatto amare da tutti, ha chiesto che al funerale (stamani, alle 9, alla Misericordia) nessuno porti fiori, ma che si facciano donazioni in favore dell’Aisla, l’associazione che da anni promuove la ricerca e l’informazione sulla “Sclerosi laterale amiotrofica”.
È morto martedì sera nel letto di casa sua, circondato dai suoi più grandi affetti, dopo tanto tempo passato all’ospedale Villamarina, Marco Barlettani, 45 anni compiuti in gennaio.
Era il titolare dell’Enoteca di Via Mozza, ristorante nel centro storico, in corso Vittorio Emanuele. In quei locali un tempo si vendevano giocattoli, poi la madre Dilva ci aveva aperto una boutique, infine il ristorante. Adesso lei è proprietaria di un altro locale, La Capannina, sulla spiaggia di Perelli, dove ha sempre cucinato delizie senza mai perdere il sorriso e la speranza.
Marco lascia la sorella Barbara, la moglie Barbara Donati, il piccolo Diego Maria e i genitori, Dilva e Renzo.
Da ieri la salma è esposta alla sala del commiato della Misericordia e questa mattina, alle 9, è in programma la cerimonia funebre, alla quale è attesa mezza Piombino. Quindi Marco sarà portato a Livorno, per la cremazione.
La notizia si è diffusa in fretta ieri mattina in città, dove Marco era conosciuto da tutti, sia per la sua attività al pubblico, sia per il carattere aperto, sorridente, disponibile.
Fra i primi a darne notizia l’amico di sempre, Massimiliano Santini. «La vita è strana, regala e toglie - ha scritto su Facebook - ieri notte 10 maggio ha tolto. La fine o un nuovo inizio, questo l' eterno dilemma. Mai come in questi momenti pianto e risate pervadono la mia anima. Piango perché ti ho visto morire amico mio, rido perché penso che tu sia già lassù a fare casino, a fare impazzire tutti con il tuo inimitabile sorriso, con le tue frasi, i tuoi tormentoni. Mi mancherai e non sai nemmeno quanto, amico mio. Un giorno ci rincontreremo e mi racconterai tutto quello che hai fatto nel frattempo. Ora riposa».
E ancora Massimiliano, ricorda così l’amico: «Marco era una persona eccezionale, un padre, un marito, un amico di tutti, impossibile non volergli bene. Un vulcano di idee, un vero imprenditore della ristorazione, dell’accoglienza, del turismo. Un ideatore di frasi che diventavano tormentoni, come “Top” o “a Piombino l’ho portato io”. Uno che ha inventato, assieme ai Ticciati del Garibaldi Innamorato e al Balestra, l’evento “Solstizio d’estate”. Uno che negli anni ha organizzato i pranzi per raccogliere fondi per l’Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica). Istrione sempre al centro dell’attenzione sapeva non solo rendere uniche le serate nel suo locale ma rendeva uniche anche le giornate in sua compagnia. Sportivo, altruista, premuroso genitore che adorava come pochi il suo bimbo, riempiendolo di attenzioni e dedicandogli tutto se stesso. Un amico da non poter non amare, un amico vero, uno dei pochi amici che puoi esser felice di aver avuto nella condivisione di tutto quello che hai fatto. Questo era Marco, un inimitabile amico di tutti».
Toccanti le parole di Rosy Di Falco, con cui Marco aveva condiviso alcuni anni della sua vita: «Un tempo ci dicevamo che saremmo invecchiati insieme. Poi le nostre strade si sono separate, ma tu non hai avuto il tempo di invecchiare. Un mostro ha sconfitto te che eri forte ed invincibile. Continua a spaccare il mondo da lassù Marco. Un pezzettino del mio cuore sarà sempre tuo».
E anche il sindaco Massimo Giuliani ha scritto alcune parole per Marco e la sua famiglia: «Ancora lutto, ancora cari amici e grandi persone che ci lasciano. Mi accomuno nel dolore alla famiglia ed a tutti coloro che volevano bene a Marco. Nel far questo, saluto Marco ricordando la sua professionalità, la sua voglia di fare e quella bottiglia bevuta insieme ai ragazzi della nazionale di nuoto nel suo locale. Ciao Marco».
Sono centinaia sui social network le persone che hanno voluto lasciare un ricordo. E tantissime quelle che si sono strette alla famiglia alla sala del commiato, gremita di gente fino a tarda sera.
«Una giornata che comincia con una pessima notizia e una sensazione di impotente malinconia - scrive Gianni Anselmi - Da una via mozza ne avevi indicata a tutti una lunghissima. Vedevi lontano Marco, ci mettevi idee e cuore. Ciao e grazie». «Un grande dolore per la scomparsa di Marco - scrive Valerio Fabiani -. Una ferita vera per la nostra comunità. Ci mancherai, davvero tanto».
E Simone Salerno, titolare del ristorante accanto all’Enoteca: «Vorrei tanto che tutti noi facessimo un passo indietro, non solo in questi momenti di dolore. La vita è un dono non la sprechiamo in inutili psicosi. Facci la guardia da lassù, ciao». E ancora: «Son giorni grigi, - scrive Flavia Malotti - e tutto intorno non contribuisce a dar spazio alla luce. Quando una vita si spezza, resta il silenzio, solo voce al silenzio. Nell’attesa che i tempi riportino alla mente delle persone care ricordi e momenti migliori di ciò che è stato e sempre resterà. Buon viaggio Marco». Infine Federico Ercolini: «Grazie a nome di tutta la Pallanuoto Piombino per aver condiviso con noi le cene per le nostre vittorie più belle. Un abbraccio alla famiglia».
@guifiorini
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